Verifiche di conformità sulla Marcatura CE per evitare l’esclusione dal mercato

Verifiche di conformità sulla Marcatura CE per evitare l’esclusione dal mercato

In materia di certificazione CE dei prodotti, e relativa marcatura, circolano ancora false interpretazioni che è opportuno chiarire, convinzioni o prassi non corrette che si sono protratte per anni e che per fortuna stanno scomparendo grazie all’intensificarsi dei controlli sul mercato.
Ci riferiamo ad una certa tendenza diffusa in passato tra alcuni produttori (assecondati nel peggiore dei casi da consulenti) a interpretare in modo “conveniente” l’applicazione di standard e direttive e a ricercare “scappatoie” per non sottoporre le apparecchiature a tutte le opportune verifiche di conformità.
Non è difficile immaginare che questi produttori, agendo al di fuori del rispetto delle leggi, non abbiano tratto alcun beneficio da queste pratiche; anzi, hanno assistito al ritiro dal mercato dei propri prodotti per la non conformità alle norme. Oltre a dimostrarsi poco efficaci, queste “scorciatoie” hanno determinato l’insuccesso di queste aziende e ne hanno causato la naturale esclusione dal mercato.

A beneficio di chi opera in questo settore, è necessaria un po’ di chiarezza su alcune “false credenze” che riguardano la conformità delle apparecchiature elettroniche, radio e terminali di telecomunicazione ai requisiti per la marcatura CE.
Ci sono ancora ambiguità in merito: per questo è utile spiegare le regole e le procedure da seguire per un approccio corretto nel campo della certificazione dei prodotti.

Prendiamo come esempio la marcatura CE ai sensi della Direttiva R&TTE di un’applicazione che utilizza moduli radio certificati.
Un’applicazione che integri un modulo radio diventa essa stessa un prodotto radio, indipendentemente dal fatto che il modulo sia integrato nel prodotto o acquistato a parte come optional.
In entrambi i casi, il prodotto finito sottostà a pieno alla direttiva R&TTE ed è responsabilità di chi lo immette sul mercato garantire che questo sia conforme ai requisiti per la marcatura CE.

Il prodotto non è conforme alle direttive in quanto tutti i suoi componenti hanno la certificazione CE, il prodotto richiede una certificazione nel suo complesso.
Diversi componenti potrebbero interagire e produrre effetti indesiderati.
In realtà chi applica un modulo già certificato può presumere che questo sia conforme per alcuni dei requisiti tecnici applicabili e ha il vantaggio di dover eseguire solo una parte ridotta delle prove radio, potendo far riferimento a quelle già effettuate da chi ha prodotto la componentistica. In questi casi è importante verificare che la certificazione CE di ogni componente sia attuale, cioè che non faccia riferimento a versioni superate degli standard, altrimenti sarà necessario ripetere le prove radio al completo.

Per quanto riguarda gli aspetti che sono sotto il diretto controllo del progettista, come per esempio l’uso delle frequenze permesse nella zona di utilizzo per i moduli wi-fi, bisognerà effettuare le opportune prove sul prodotto finale e verificare che rispetti tutti i parametri. Vanno inoltre eseguite le prove relative alla compatibilità elettromagnetica e quelle sulla sicurezza del prodotto, in accordo con le indicazioni fornite dalla direttiva R&TTE.

Agli occhi di qualcuno, il corretto approccio potrebbe apparire laborioso, oltre che essere costoso. Anche se volessimo limitarci a considerare solo l’aspetto economico, operare nel rispetto delle norme è più vantaggioso di quanto si immagini, soprattutto se paragonato al rischio finanziario che deriva dal ritiro del proprio prodotto dal mercato.

Sicom Testing offre un servizio completo per la marcatura CE dei prodotti.

Per chiedere ulteriori informazioni su questo argomento, scrivere a info@sicomtesting.com
o chiamare il numero +39 0481 778931.

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