Valori SAR nei dispositivi elettronici: come interpretarli e cosa significano per la sicurezza dell’utente

I dispositivi mobili rappresentano ormai una componente strutturale della vita contemporanea e, con questa diffusione capillare, emerge la necessità di assicurare che l’utilizzo prolungato di tali apparecchiature non comporti rischi per la salute degli utenti. La questione della sicurezza dell’esposizione ai campi elettromagnetici rappresenta un tema di fondamentale importanza nel panorama della certificazione dei prodotti elettronici e attorno ad esso si concentra una considerevole attenzione normativa e scientifica a livello internazionale.

Che cosa sono i valori SAR

Com’è noto, le telecomunicazioni moderne si basano sulla trasmissione di informazioni attraverso campi elettromagnetici ad alta frequenza, operanti nelle bande di frequenza comprese tra 450 e 2700 MHz. A differenza di altre forme di radiazione, queste onde elettromagnetiche rientrano nella categoria delle radiazioni non ionizzanti, caratterizzate dall’incapacità di rompere i legami chimici nei tessuti biologici con cui vengono in contatto.

Tuttavia, durante l’utilizzo di un dispositivo, la porzione del corpo umano più prossima all’antenna assorbe parzialmente l’energia associata a questi campi elettromagnetici. È proprio questa dinamica di assorbimento energetico che viene quantificata mediante i valori SAR, acronimo che sta per Specific Absorption Rate, ovvero tasso di assorbimento specifico.

I valori SAR misurano quindi la quantità di energia a radiofrequenza assorbita dal corpo umano, espressa in Watt per chilogrammo di massa corporea (W/kg). Tale parametro rappresenta un elemento critico nella valutazione della compatibilità biologica dei dispositivi e costituisce il riferimento principale per le verifiche di conformità alle normative internazionali sulla protezione dell’utente.

La metodologia di misurazione dei valori SAR

La determinazione dei valori SAR avviene attraverso procedure standardizzate che simulano condizioni di utilizzo reale dei dispositivi, mediante metodologie avanzate di misurazione. Tali procedure misurano la percentuale di energia elettromagnetica effettivamente assorbita dal corpo umano, nel contesto di esposizione, permettendo di verificare che i livelli di assorbimento rimangano entro i limiti di sicurezza stabiliti dalle normatività vigenti. 

Durante le misurazioni – affidate a un laboratorio qualificato come Sicom Testing – ci si avvale di attrezzature specializzate, il cui utilizzo è rigorosamente codificato. In linea generale, il dispositivo sottoposto a test viene posizionato, mediante un braccio robotizzato, in relazione con particolari vasche la cui conformazione riproduce fedelmente le caratteristiche anatomiche della testa e del corpo umano. All’interno di queste vasche è contenuto uno speciale liquido dielettico in grado di simulare le proprietà dei tessuti biologici umani. Una sonda di campo elettrico ad elevata sensibilità effettua dunque la rilevazione dei valori in diversi punti di misura, consentendo di identificare le zone di massimo assorbimento energetico.

Il dispositivo viene testato in molteplici configurazioni che rispecchiano i principali scenari operativi reali: a contatto con l’orecchio, se occorre simulare le conversazioni telefoniche, o a contatto con diverse aree corporee quando il dispositivo è trasportato sulla persona.

È importante sottolineare che i valori definiti scaturiscono da una molteplicità di cicli di test e rappresentano i massimi livelli di assorbimento rilevati quando il dispositivo opera ai parametri di potenza trasmissiva più elevati possibili. Ciò conferisce al valore SAR certificato il carattere di misura cautelativa, garantendo un margine di sicurezza significativo nell’utilizzo reale.

Legga anche: Prove SAR – Come si verifica l’esposizione umana alle radiofrequenze

I limiti normativi internazionali

La ricerca scientifica ha condotto le autorità regolatrici internazionali ad adottare un approccio di precauzione nello stabilire i limiti massimi ai valori SAR dei dispositivi immessi sul mercato. Com’è noto, l’Unione Europea ha introdotto requisiti specifici relativi ai limiti di esposizione, successivamente revisionati per incorporare criteri di prova più rigorosi. Tra i testi di riferimento si individuano la Raccomandazione del Consiglio Europeo 1999/519/EC, la norma EN 50360 emessa dal CENELEC (Comitato europeo di normazione elettrotecnica) e la Direttiva 2013/35/EU.

In questo contesto normativo, la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (ICNIRP) ha fissato il limite massimo ammissibile a 2 W/kg, misurato su un volume di tessuto di 10 grammi. Questo valore è stato adottato dalla normativa europea e rappresenta il riferimento per la certificazione dei dispositivi nel mercato dell’Unione Europea. Accanto a questo parametro, la normativa europea prevede inoltre un limite di 4 W/kg per gli arti inferiori e superiori, misurato ugualmente su 10 grammi di tessuto.

Negli Stati Uniti, l’approccio normativo adottato dalla Federal Communications Commission (FCC) risulta significativamente diverso. L’agenzia governativa americana ha fissato il limite massimo per i valori SAR a 1,6 W/kg, misurati tuttavia su un volume di tessuto di 1 grammo. Tale differenza metodologica nella misurazione implica che i valori certificati secondo lo standard statunitense non siano direttamente comparabili con quelli europei, pur essendo entrambi espressione di criteri di precauzione rigidamente definiti.

Legga anche: Aggiornamento EN 50360:2:001 A1:2012 – Esposizione umana ai campi elettromagnetici

Come verificare i valori SAR di un dispositivo

Per coloro che necessitano di acquisire informazioni dettagliate sui valori SAR di un dispositivo specifico, sono disponibili diversi canali di consultazione. La fonte primaria di informazione rimane la documentazione tecnica fornita dal produttore, in cui i valori SAR sono tipicamente riportati. Tale informazione figura in modo obbligatorio nel manuale d’istruzioni e, nella maggior parte dei casi, anche nella scheda tecnica pubblica disponibile sul sito web ufficiale del produttore.

A livello internazionale, il Bundesamt für Strahlenschutz (BfS), l’ente federale tedesco responsabile della radioprotezione, gestisce un registro pubblico e continuamente aggiornato contenente i valori SAR certificati di una vasta gamma di dispositivi mobili. Questo database rappresenta una risorsa fondamentale per le verifiche comparative tra dispositivi diversi e per la ricerca di dati certificati.

Inoltre, al fine di garantire una trasparenza efficace nei confronti dei consumatori e facilitare l’accesso alle informazioni sulla conformità alle normative vigenti, è stata introdotta l’etichetta SAR-Tick. Questa si presenta sotto forma di un contrassegno di colore verde apposto all’interno della documentazione tecnica di ogni dispositivo commercializzato.

L’etichetta SAR-Tick rappresenta un’attestazione della conformità del dispositivo ai limiti massimi di esposizione stabiliti dalle normative nazionali e internazionali applicabili. Tale marcatura consente agli utenti di identificare facilmente il rispetto degli standard di sicurezza, con l’assicurazione che i valori certificati siano stati determinati secondo procedure standardizzate e condivise.

Il rapporto tra campi elettromagnetici e salute umana

La valutazione del rischio sanitario correlato all’esposizione ai campi elettromagnetici rappresenta un ambito di ricerca estremamente complesso e tuttora oggetto di studio. 

Come ricordavamo in precedenza, i campi elettromagnetici utilizzati nelle telecomunicazioni – a differenza delle radiazioni ionizzanti – non sono in grado di alterare direttamente la composizione chimica dei tessuti biologici. Nonostante ciò, permane la possibilità teorica di effetti biologici, intesi come variazioni funzionali negli organismi a breve o lungo termine.

Relativamente agli effetti a breve termine, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che, allo stato attuale della ricerca, non esiste correlazione causale certa tra l’esposizione e l’alterazione delle funzioni vitali dell’organismo.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, la letteratura epidemiologica attualmente disponibile non ha stabilito una correlazione causale diretta tra l’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai dispositivi mobili e l’insorgenza di patologie tumorali. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), tuttavia, ha classificato l’esposizione ai campi elettromagnetici nella categoria 2B, dedicata ai fattori nei quali una relazione causale è plausibile ma non ancora definitivamente provata, e dove non è possibile escludere con certezza il ruolo di confondenti.

Misure di riduzione dell’esposizione

Benché la ricerca scientifica e l’osservanza dei limiti normativi forniscano assicurazioni significative sulla sicurezza dei dispositivi mobili conformi, possono avere valore delle considerazioni di carattere precauzionale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’implementazione di alcune pratiche che consentono di ridurre l’intensità dell’esposizione ai campi elettromagnetici.

Tra le misure suggerite figura l’impiego di auricolari, cuffie o sistemi di vivavoce durante le conversazioni telefoniche prolungate, al fine di mantenere una distanza tra il dispositivo e la testa dell’utente. È opportuno evidenziare che i sistemi di connettività wireless come le cuffie Bluetooth operano a livelli di potenza trasmessi dalle 10 alle 400 volte inferiori rispetto ai telefoni cellulari, rappresentando così un’alternativa significativamente meno espositiva.

Si raccomanda inoltre di prediligere la trasmissione di dati attraverso connessioni Wi-Fi piuttosto che mediante reti mobili, e di evitare l’esecuzione contemporanea di chiamate vocali e di traffico dati mobili. Quando il segnale di ricezione è debole o durante i movimenti che comportano la ricerca di ripetitori alternativi, infatti, i dispositivi mobili aumentano automaticamente la potenza di trasmissione, determinando conseguentemente un’esposizione più intensa; pertanto, situazioni di questo tipo dovrebbero essere evitate durante impieghi prolungati del dispositivo.

Infine, si raccomanda di mantenere una separazione fisica tra il dispositivo e il corpo quando quest’ultimo è trasportato sulla persona, ad esempio conservando il telefono in una borsa o in una giacca piuttosto che in contatto diretto con gli indumenti a contatto della pelle.

Il ruolo dei laboratori specializzati nella conformità SAR

La conformità certificata agli standard internazionali, verificata mediante metodologie standardizzate, garantisce che i dispositivi immessi sul mercato rispettino i criteri di sicurezza più rigorosi. 

La determinazione dei valori SAR e la verifica della conformità ai limiti normativi rappresentano obblighi che richiedono competenze tecniche elevate e l’utilizzo di strumentazione specializzata. 

Sicom Testing, laboratorio specializzato per il collaudo e la certificazione di prodotti elettrici, elettronici e radio, mette a disposizione servizi completi di valutazione dell’esposizione umana per apparecchiature elettriche ed elettroniche, incluse le verifiche e le misurazioni dei valori SAR secondo le normative internazionali vigenti.

I servizi offerti dal nostro laboratorio comprendono la pianificazione e l’esecuzione di prove conformi agli standard più recenti, la raccolta e l’analisi dei dati di esposizione, e la redazione della documentazione necessaria per la certificazione e l’immissione dei prodotti nei mercati regolamentati. Tale expertise rappresenta un elemento critico nel processo di sviluppo e commercializzazione di nuovi dispositivi, assicurando il pieno rispetto dei vincoli normativi applicabili nei diversi contesti geografici.

Scopra i servizi di valutazione dell’esposizione umana di Sicom Testing.

Per chiedere ulteriori informazioni su questo argomento, scrivere a info@sicomtesting.com
o chiamare il numero +39 0481 778931.

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