Sistemi di illuminazione: normative, marcatura CE e progettazione ecocompatibile

L’iter che porta alla certificazione di componenti per l’illuminazione è ben scandito da norme e direttive specifiche. Parliamo ad esempio della Direttiva di Compatibilità Elettromagnetica 2014/30/UE, della Direttiva Bassa Tensione 2014/35/EU, ma anche del regolamento (EU) 2019/2020 e della direttiva 2009/125/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

La Compatibilità Elettromagnetica per sistemi d’illuminazione

La Direttiva 2014/30/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio è lo strumento più completo per armonizzare le legislazioni degli Stati membri in quanto a compatibilità elettromagnetica di vari dispositivi. Per poter immettere sul mercato, in questo caso, i sistemi d’illuminazione, questi saranno obbligati ad essere contrassegnati con la Marcatura CE, ma anche a presentare la dichiarazione di conformità UE come attestazione ulteriore di conformità agli standard comunitari.

La Electromagnetic Compatibility (EMC) Directive definisce le norme armonizzate su cui basarsi per la valutazione della conformità, assicurando che in tutti i Paesi UE un sistema d’illuminazione sia considerato conforme e sia dunque commercializzabile senza alcun impedimento di sorta. La Direttiva prevede sempre la preparazione di un fascicolo tecnico, dopo l’esecuzione delle prove necessarie, da tenere a disposizione delle Autorità di controllo, esattamente come accade anche per la Direttiva Bassa Tensione 2014/35/EU.

Come di consueto, il quadro legislativo che porta alla Marcatura CE definisce degli obblighi specifici per gli operatori connessi al prodotto. Questi – a diversi livelli – dovranno far redigere e conservare la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità UE, garantire che siano predisposte le procedure necessarie affinché la produzione in serie continui a essere conforme; assicurarsi che l’apparecchio sia accompagnato da istruzioni e informazioni chiare e – a richiesta motivata – fornire tutte le informazioni e la documentazione, in formato cartaceo o elettronico, necessarie per dimostrare la conformità dell’apparecchio.

I sistemi d’illuminazione e la Direttiva bassa tensione

E’ con la Direttiva 2014/35/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio che si vanno ad armonizzare le legislazioni degli Stati membri in tema di materiale elettrico destinato ad essere adoperato entro specifici limiti di tensione. Anche questa direttiva fa riferimento a norme tecniche IEC/ISO EN alle quali i produttori di apparecchi elettrici devono attenersi, ponendosi come fonte legislativa volta a combattere i rischi previsti per la salute e la sicurezza.

Con la Low Voltage Directive si sancisce che i prodotti conformi alla Direttiva – e a tutte le altre norme e direttive pertinenti il prodotto – debbano essere contrassegnati con la Marcatura CE per indicarne la conformità ed essere protagonisti di una dichiarazione di conformità CE, da conservare assieme alla documentazione tecnica associata, come sopra citato per la Direttiva EMC.

Com’è noto, la certificazione CE è indispensabile per immettere sul mercato varie tipologie di prodotti, tra cui i sistemi d’illuminazione. Il marchio CE garantisce al consumatore la conformità del prodotto in termini di tutela della salute, sicurezza e salvaguardia dell’ambiente. Il processo necessario per raggiungere la Marcatura è scandito da una serie di obblighi connessi ai diversi operatori economici. La responsabilità principale della Certificazione è uno dei doveri del fabbricante, ma ci sono varie sfumature nel processo, per cui anche figure quali rappresentante autorizzatoimportatore e distributore sono coinvolte in modo netto.

LED, Progettazione ecocompatibile e regolamento (UE) 2019/2020

Il regolamento (UE) 2019/2020 stabilisce le specifiche per la progettazione ecocompatibile per la vendita o la messa in funzione di sorgenti luminose e unità di alimentazione separate.

In questo quadro normativo intendiamo la sorgente luminosa come un prodotto ad azionamento elettrico destinato a emettere luce prevalentemente mediante incandescenza, fluorescenza, scarica ad alta intensità o diodi. Le unità di alimentazione sono da intendersi, invece, come elementi che funzionano con sorgenti luminose per preparare l’elettricità di rete per il formato elettrico richiesto dalla sorgente stessa.

A livello di progettazione ecocompatibile dei sistemi di illuminazione LED – e dunque di miglioramento delle prestazioni ambientali dei prodotti durante il loro ciclo di vita – il Regolamento si pone come strumento utile per sanare la progressiva perdita di efficienza energetica. Tali prodotti, infatti, tendono a perdere luminosità nel corso del loro utilizzo; questo comporta che l’efficienza energetica media ottenuta durante la vita del prodotto sia inferiore a quella del prodotto nuovo.

In questo contesto, il regolamento (EU) 2019/2020 fissa dei limiti di ammissibilità della riduzione del flusso luminoso in funzione della vita prevista per la sorgente stessa, raccomandando prove di endurance per individuare la potenziale perdita di luminosità dei prodotti.

Ad esempio, con una tipica vita attesa (life time) di 15.000 ore, la riduzione di luminosità dopo 3.000 ore di funzionamento (analizzate in laboratorio) deve essere inferiore al 7% del valore iniziale.

Non si tratta di un limite estremamente severo in termini assoluti, ma di un parametro da usare come bussola per distinguere tra i prodotti di maggiore qualità e quelli meno performanti al fine di garantire un risparmio energetico netto per il sistema Europa.

Per chiedere ulteriori informazioni su questo argomento, scrivere a info@sicomtesting.com
o chiamare il numero +39 0481 778931.

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12 commenti su “Sistemi di illuminazione: normative, marcatura CE e progettazione ecocompatibile”

  1. Buongiorno,
    ci chiedono di produrre per dei negozi di abiti, quelle che nel settore si chiamano “lightbox”, ovvero delle “scatole in alluminio” su cui sono incollati dei led + trasformatore + spina per 220v (vedi link)

    https://polisettimo.it/wp-content/uploads/2021/04/Lightbox-1c.png

    Vorrei capire se è corretto e legale che sia prassi nel nostro settore che il cliente chieda questi oggetti luminosi realizzati a misura, e le aziende li forniscano semplicemente assemblando materiali elettrici marcati CE, opportunemente assemblati e fissati su una struttura in alluminio.
    Si può fare senza apporre nessun marchio CE oltre a quello dei componenti?
    Grazie 1000

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    • Buongiorno,
      La conformità alle direttive applicabili va verificata sul prodotto finito, affinché questo possa essere commercializzato sul mercato europeo.
      In base alla tipologia di prodotto vengono applicate diverse direttive. Per dispositivi elettrici ed elettronici collegati alla rete elettrica si applicano le direttive di EMC e Bassa tensione.
      Il prodotto finito deve essere collaudato secondo degli standard armonizzati idonei, per dimostrare la conformità ai requisiti delle direttive applicabili.
      La documentazione del prodotto e i rapporti delle prove eseguite vanno raccolti in un fascicolo tecnico.
      Nel caso di molti prodotti simili (che, ad esempio, si differenziano solo per numero di led e dimensioni) è possibile fare un unico fascicolo tecnico.
      Deve essere preparata la dichiarazione di conformità del prodotto e firmata dal produttore.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

      Rispondi
  2. Vendo una lampada composta da cavo e lampadina, entrambi marcati CE. Realizzo il paralume e una base. Ho bisogno di un certificato?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      La conformità alle direttive applicabili va verificata sul prodotto finito, affinché questo possa essere commercializzato sul mercato europeo, anche se è composto da componenti già certificati singolarmente.
      In base alla tipologia di prodotto vengono applicate diverse direttive. Ad esempio per dispositivi elettrici ed elettronici collegati alla rete elettrica si applicano le direttive di EMC e Bassa tensione.
      Il prodotto deve essere collaudato secondo degli standard armonizzati idonei, per dimostrare la conformità ai requisiti delle direttive applicabili.
      La documentazione del prodotto e i rapporti delle prove eseguite vanno raccolti in un fascicolo tecnico.
      Deve essere preparata la dichiarazione di conformità del prodotto e firmata dal produttore.
      Sicom Testing può svolgere per voi le prove e preparare il fascicolo tecnico e la dichiarazione di conformità.

      Cordiali Saluti
      Sicom Test

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  3. Buongiorno, sono il produttore di una lampada ho uno spazio molto ridotto per inserire, sulla lampada stessa, l’etichetta e la marcatura. E’ possibile sostituire tale etichetta con una scritta laser riportante il marchio CE e un QR-code con tutte le informazioni obbligatorie? Ringrazio fin da ora per la cortese risposta.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      Secondo le direttive europee:
      “I fabbricanti indicano sul materiale il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo postale al quale possono essere contattati oppure, ove ciò non sia possibile, sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del materiale.”
      E’ possibile eseguire la marcatura con il laser ed è possibile inserire il QR-code ma bisogna comunque fornire i dati anche sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento se non è possibile apporre l’etichetta sul prodotto.
      Sul prodotto devono essere presenti la marcatura CE e, nel caso venga collegato alla rete elettrica, i valori dell’alimentazione (tensione, corrente(o potenza) e frequenza).
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

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  4. Salve, per conto di un nostro cliente che deve esportare in Turchia, abbiamo il seguente problema.
    Abbiamo delle lampade di un produtto Francese, che dichiara che tali lampade sono a norma e certificate CE, ma sulle lampede non è stato apposto il marchio CE.
    Per importare in Turchia questo tipo di materiali, il marchio CE è obbligatorio.
    E’ possibile apporre il marchio CE conforme alla legge sulle lampade? Vi è una procedura da seguire? Come si ottiene l’etichetta conforme alla normativa?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      Le procedura di marcatura CE e la conseguente apposizione dell’etichetta sul prodotto è di responsabilità del fabbricante.
      Se il fabbricante francese ha effettuato sulle lampade tutte le verifiche del caso e queste sono risultate conformi ai requisiti delle direttive europee applicabili, allora devono essere marcate CE.
      L’etichetta contenente il marchio CE e le altre informazioni obbigatorie va apposta dal fabbricante o dal responsabile del prodotto se il fabbricante non si trova all’interno dell’Unione Europea.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

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  5. Buon pomeriggio, ho intenzione di iniziare a vendere un prodotto di illuminazione per decorare pareti luminose tramite luci a led. Capisco che ho bisogno del certificato CE e di una dichiarazione di responsabilità e conformità UE.
    Sarebbero necessari ulteriori requisiti a livello europeo?
    Grazie mille

    Rispondi
    • Buongiorno,
      Se siete i fabbricanti del prodotto i vostri obblighi sono:
      – eseguire l’appropriata procedura di valutazione della conformità
      – preparare la documentazione tecnica
      – apporre la marcatura CE sull’apparecchio
      – preparare i documenti prescritti (dichiarazione di conformità, istruzioni)
      – mettere l’etichetta.

      Se importate il prodotto da paesi extra-UE siete considerati importatori:
      Ogni importatore ha l’obbligo di apporre sul materiale elettrico il proprio nome, la propria denominazione commerciale registrata o il prorpio marchio registrato e l’indirizzo postale al quale può essere contattato, di assicurarsi che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata procedura di valutazione della conformità, che il fabbricante abbia preparato la documentazione tecnica, che la marcatura CE sia apposta sull’apparecchio, che quest’ultimo sia accompagnato dai documenti prescritti, e che il fabbricante abbia rispettato le prescrizioni sull’etichettatura.

      Se siete distributori:
      i distributori verificano che il prodotto rechi la marcatura CE, sia accompagnato dalla documentazione richiesta (dichiarazione di conformità europea) nonché da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utilizzatori finali nello Stato membro in cui il materiale elettrico deve essere messo a disposizione sul mercato e che il fabbricante abbia rispettato le prescrizioni sull’etichettatura e che l’importatore(se presente) abbia apposto sul prodotto il proprio nome, la propria denominazione commerciale registrata o il prorpio marchio registrato e l’indirizzo postale al quale può essere contattato

      Cordiali Saluti
      Sicom Test

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  6. Buona sera,

    Ho una domanda. Sto creando un progetto per una lampada da tavolo con un caricatore per cellulare wireless integrato. Li produrrò io stesso. Sarà in legno e le parti elettriche ed elettroniche saranno incorporate. Il caricatore, il trasformatore e la presa per la lampada, il cavo e la spina sono essi stessi certificati CE. Ho bisogno di un certificato CE per poter vendere il mio pezzo finito? Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      Si, anche se un prodotto è composto da parti con marcatura CE, il prodotto completo deve essere comunque sottoposto ai test per dimostrarne la conformità e poter apporre la marcatura CE
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

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