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Fabbricante, importatore, distributore: i ruoli e gli obblighi per la marcatura CE

Fabbricante, importatore, distributore: i ruoli e gli obblighi per la marcatura CE

La certificazione CE è un elemento indispensabile alla commercializzazione di alcune tipologie di prodotti sul mercato europeo.
Il marchio CE garantisce al consumatore la conformità del prodotto stesso a tutte le disposizioni della Comunità Europea, in termini di tutela della salute, sicurezza e salvaguardia dell’ambiente.

Come messo in evidenza nella decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 768/2008/CE, la marcatura CE “è la conseguenza visibile di un intero processo che comprende la valutazione della conformità in senso lato”.
Questo processo, disciplinato dalla Decision No 768/2008/EC, presenta una serie di obblighi specifici per i diversi operatori economici coinvolti.

Per entrare nel vivo dei compiti dei diversi operatori economici, sono state individuate le seguenti figure: fabbricante, rappresentante autorizzato, importatore e distributore; ovvero i soggetti coinvolti nella produzione, nella immissione e nella distribuzione del prodotto sul mercato.

Ad un livello generale, la certificazione CE dei prodotti è da annoverarsi tra i doveri del fabbricante, ma esistono varie implicazioni che coinvolgono in prima persona le figure di importatore e distributore.

Il fabbricante e i suoi obblighi

Si tratta della persona, fisica o giuridica, che fabbrica materialmente il prodotto o ne commissiona la progettazione e la fabbricazione, commercializzandolo apponendovi il proprio marchio o nome.

Questa figura ha l’obbligo di redigere, o fare redigere da un laboratorio competente, come Sicom Testing, la procedura di valutazione della conformità del prodotto, verificando che esso sia congruente ai requisiti richiesti dalle direttive della Comunità Europea.
Si occuperà di redigere, o fare redigere, la dichiarazione di conformità UE, predisponendo un fascicolo tecnico per la marcatura CE contenente i documenti che attestino la piena rispondenza dell’oggetto alle direttive vigenti.

Questo fascicolo tecnica deve essere preparato prima dell’immissione sul mercato dell’oggetto e conservata per 10 anni.

E’ obbligo del fabbricante apporre il marchio CE, che deve essere visibile, leggibile e indelebile, nonché la messa a punto di azioni correttive laddove si avvedesse che il prodotto immesso sul mercato non fosse conforme alle direttive della Comunità Europea.

Il rappresentante autorizzato del fabbricante

Come spiegato nella decisione n. 768/2008/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, al fabbricante è permesso di nominare, mediante mandato scritto, un rappresentante autorizzato.

Questa figura si occupa di mantenere relazioni con le autorità nazionali competenti, rappresentando il fabbricante nell’atto di conservare, e rendere disponibili, la dichiarazione di conformità UE e la documentazione tecnica, esponendole prontamente a seguito di una richiesta motivata.

Il Rappresentante autorizzato si occupa di cooperare con le autorità nazionali competenti in tutte quelle azioni che vadano a risolvere i rischi di non conformità dei prodotti inclusi nel proprio mandato di rappresentanza.

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La figura dell’importatore e i suoi obblighi

La Comunità Europea ha stabilito che l’importatore sia quella persona, fisica o giuridica, che immette nel mercato comunitario un prodotto originario di un paese terzo.

L’importatore deve verificare che il prodotto da lui importato:
• sia dotato di Certificato di conformità CE;
• abbia il marchio CE visibile, leggibile ed indelebile;
• disponga dell documentazione per la tracciabilità;
• soddisfi eventuali avvertenze specifiche.
Quando l’importatore ha ragione di credere che il prodotto non sia conforme non deve metterlo sul mercato finchè non sia stato conformato.

L’importatore deve garantire che, nel periodo di tempo in cui il prodotto è sotto la sua responsabilità, non venga modificato in modo che possa mettere a repentaglio la sua conformità.
L’importatore è soggetto al dovere di identificarsi, riportando i propri dati – nome, indirizzo, denominazione commerciale registrata o marchio registrato – sull’oggetto oppure, ove non fosse possibile, in un documento di accompagnamento o sull’imballaggio del prodotto stesso.

Infine, proprio come nel caso del fabbricante, l’importatore ha l’obbligo di conservare la documentazione tecnica per 10 anni dall’immissione del prodotto sul mercato e di informare il fabbricante e le autorità di vigilanza laddove sorgano dei fattori di rischio potenzialmente lesivi della conformità del prodotto.

Il distributore e i suoi obblighi

Si tratta di quella persona fisica o giuridica – differente dal fabbricante e dall’importatore – che distribuisce sul mercato un prodotto.
Tra i suoi obblighi possiamo annoverare quello di accertarsi, come nel caso dell’importatore, della conformità dei prodotti con le direttive della Comunità Europea, in quanto a presenza del marchio CE, indicazioni relative alla tracciabilità ed avvertenze, garantendo la conoscenza della documentazione tecnica connessa al prodotto.
Il distributore è inoltre obbligato a garantire che, nel lasso di tempo in cui il prodotto si trova sotto la sua responsabilità, questo non venga esposto a rischi che ne possano compromettere la conformità.
E’ infine necessario che il distributore sappia riconoscere i prodotti non conformi e che si adoperi a segnalare le incongruenze.

Un caso importante, che occorre sottolineare, è quello che riguarda un importatore o un distributore che commercializzino un prodotto apponendovi il proprio nome o il proprio marchio commerciale. In questa eventualità, infatti, i soggetti in questione sono considerati dalla normativa al pari di un fabbricante e devono rispondere a tutti obblighi connessi alla sua figura.

Sicom Testing offre un servizio completo per la certificazione CE dei prodotti.

Per chiedere ulteriori informazioni su questo argomento, scrivere a info@sicomtesting.com
o chiamare il numero +39 0481 778931.

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92 commenti su “Fabbricante, importatore, distributore: i ruoli e gli obblighi per la marcatura CE”

  1. Buongiorno,
    se un prodotto Cinese è già stato importato da un’altra ditta Europea (per esempio tedesca) lo posso acquistare dalla stessa fabbrica Cinese e importalo dalla Cina e distribuirlo in Italia?
    Grazie
    Giuseppe

    • Buongiorno.
      No, se non certifica il prodotto.
      Ogni azienda è responsabile di ciò che importa e pone sul mercato. Quindi in questo caso Lei dovrà certificare il prodotto e garantire che ogni pezzo che pone in circolazione sia conforme anche mediante verifiche a campione sui lotti che riceve.
      La stessa cosa deve fare l’altra azienda importatrice per i pezzi da essa importati.
      Un saluto da Sicom Testing

    • Buongiorno,
      il fabbricante è tenuto a immettere sul mercato solo prodotti sicuri, a seguito delle opportune valutazioni per verificare che il prodotto sia conforme ai requisiti delle direttive europee applicabili. Il fabbricante deve inoltre redigere il fascicolo tecnico di fabbricazione e apporre il marchio CE sul prodotto commercializzato.
      Il distributore non deve fornire prodotti di cui conosce o avrebbe dovuto conoscere la pericolosità in base alle informazioni in suo possesso. Per fare questo, il distributore è tenuto ad accertarsi della conformità dei prodotti, verificare la presenza del marchio CE e del fascicolo tecnico; è opportuno inoltre che il distributore sappia riconoscere eventuali non conformità e trasmetta le informazioni al produttore e alle autorità di sorveglianza competenti.
      Un saluto da Sicom Testing

  2. Buongiorno, il rivenditore deve avere a corredo l’intero fascicolo tecnico oppure è sufficiente che il fabbricante rilasci la dichiarazione CE? Noi rivenditori poi redigiamo sulla base di quella dichiarazione CE la nostra dichiarazione che alleghiamo al prodotto in fase di vendita…

    • Buongiorno,
      il rivenditore (distributore) non è tenuto ad avere il fascicolo tecnico, tuttavia deve accertarsi della conformità dei prodotti che intende commercializzare e verificare la presenza del marchio CE.
      Nel caso in cui il rivenditore immetta sul mercato un prodotto sotto il proprio nome e marchio, è soggetto agli stessi obblighi del fabbricante, e quindi è tenuto a conservare il fascicolo tecnico e stilare la dichiarazione di conformità europea a proprio nome.
      Un saluto da Sicom Testing

        • Buongiorno,
          può consultare le direttive europee per l’immissione di prodotti sul mercato, tra queste ad esempio:
          – la direttiva 2014/35/UE(LVD) “concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato del materiale elettrico destinato a essere adoperato entro taluni limiti di tensione”
          – la direttiva 2014/30/UE (EMC) “concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica”
          – la direttiva 2014/53/UE (RED) “concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di apparecchiature radio”
          Comunque le regole sono simili anche per altre direttive.
          Un saluto da Sicom Testing

        • Buongiorno
          Importo un prodotto dalla Germania. E ho creato una nuova etichetta da tradurre in francese con un nuovo nome commerciale. Devo mettere il nome del produttore su questa etichetta o semplicemente dichiarare che sono un distributore?

          Cordiali saluti

          • Buongiorno.
            Nel caso in cui il prodotto venga immesso sul mercato con un nome commerciale diverso da quello del produttore, il distributore assume gli obblighi del fabbricante e quindi sull’etichetta deve comparire il nome del distributore.
            Un saluto da Sicom Testing

        • Siamo distributori, vendiamo prodotti medicali a studi dentistici ma anche ad aziende che sono anche distributori, queste aziende ci chiedono di inviarci una dichiarazione di conformità, Certificati CE, istruzioni per l’uso, ecc. ai dispositivi medici che acquistano da noi. In qualità di distributore, abbiamo l’obbligo di fornire loro tali documenti? In caso affermativo, dove viene specificato questo requisito?

          • Buongiorno,
            Gli obblighi dei distributori sono indicati nell’articolo 14 della direttiva medicale, come distributori avete il dovere di fornire istruzioni, che devono essere redatte dal fabbricante secondo l’allegato I, punto 23 della direttiva, in una delle lingue ufficiali dell’Unione stabilita dallo Stato membro in cui il dispositivo è messo a disposizione dell’utilizzatore o del paziente. Se sono assenti non dovete distribuire il prodotto.
            La dichiarazione di conformità e la documentazione necessaria per dimostrare la conformità di un dispositivo dev’essere tenuta a disposizione delle autorità competenti.
            Saluti Sicom Test

  3. Un produttore non stabilito nell’UE è obbligato a nominare un rappresentante autorizzato? Il semplice fatto che l’importatore sia nel mercato causerà che sarà responsabile e fungerà da rappresentante?

    • Buongiorno,
      importatore e rappresentante autorizzato sono due figure differenti.

      Il rappresentante autorizzato svolge la sua funzione per volontà dell’azienda produttrice posta fuori dall’UE.

      L’importatore agisce per volontà propria, compra un prodotto fuori dall’UE e lo importa, è responsabile dell’immissione del prodotto sul mercato europeo ed ha con l’azienda produttrice un rapporto commerciale. Deve quindi garantire la certificazione CE del prodotto nei casi in cui sia applicabile e che tutti i pezzi nessi in circolazione siano conformi, ad esempio mediante controlli a campione sui lotti. Non diventa rappresentante dell’azienda extra-europea.

      Un saluto da Sicom Testing

    • Ho importato il prodotto come rappresentante autorizzato. Purtroppo ha un cattivo marchio CE-cinese su di esso e il prodotto proviene dal Pakistan. In qualità di rappresentante autorizzato, posso mettere un marchio CE conforme alla direttiva UE sul prodotto? Tutti i documenti come CE e dichiarazioni sono corretti

      • Buongiorno.
        Secondo le Direttive, per “rappresentante autorizzato” si intende il soggetto incaricato dal fabbricante mediante mandato scritto. Il rappresentante autorizzato non ha gli stessi obblighi del fabbricante o dell’importatore, ma esegue i compiti specificati nel mandato scritto dal fabbricante. In caso di non conformità riscontrate sul prodotto, il rappresentante autorizzato può segnalarlo al fabbricante e alle autorità di sorveglianza.
        L’importatore, invece, che ritiene o ha motivo di ritenere che il materiale elettrico da lui immesso sul mercato non sia conforme prende immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale materiale elettrico.
        Un saluto da Sicom Testing

  4. Buongiorno,
    Ci sono altri obblighi che il distributore dovrebbe rispettare?
    Forniremo i nostri prodotti ai distributori del Regno Unito che distribuiranno i nostri prodotti in 10 paesi dell’UE. (Germania, Francia, ecc.) Ma non possiamo essere sicuri che abbiano la responsabilità di farlo. Esistono leggi nazionali sugli obblighi dei distributori in ogni paese dell’UE?

    • Buongiorno,
      il distributore è tenuto a verificare che il prodotto rechi la marcatura CE, sia accompagnato dalla documentazione necessaria nonché dalle istruzioni e dalle informazioni per il consumatore, prima di immetterlo sul mercato. Se il distributore ritiene che il prodotto non sia conforme o rappresenti un rischio, è tenuto a informare il fabbricante o l’importatore.
      Il distributore è inoltre obbligato a garantire che, mentre il prodotto è sotto la sua responsabilità, non vi siano rischi che possano compromettere la conformità del prodotto.
      A livello nazionale esistono leggi relative agli obblighi del distributore ma queste spesso sono trasposizioni delle direttive europee.
      Un saluto da Sicom Testing

  5. Buongiorno,

    Lavoro per un’azienda che distribuisce dispositivi medici agli ospedali. Fino ad ora avevo capito che un importatore è la prima azienda ad acquistare un determinato prodotto (realizzato al di fuori dell’UE), per poi distribuirlo nell’UE.
    Quindi ho pensato: per ogni prodotto c’è 1 importatore e le altre aziende che distribuiscono lo stesso prodotto sono distributori.

    Ora sento da un collega di un’altra azienda che ogni azienda che distribuisce prodotti (realizzati al di fuori dell’UE), in Europa, è automaticamente un importatore. Ciò significa che per 1 singolo prodotto prodotto al di fuori dell’UE, possono esserci più importatori.

    Cosa è corretto?

    Grazie in anticipo per la sua risposta,

    Nathalie Massa.

    • Buongiorno,

      se si compra il prodotto da una società europea che lo ha importato allora lo si sta distribuendo.

      Se si compra il prodotto fuori dalla comunità europea si è importatori anche se qualcun altro ha già precedentemente importato lo stesso prodotto (ma non gli stessi pezzi).

      “La prima azienda che acquista un prodotto” è da intendersi nel senso della catena di fornitura e non in senso cronologico.

      In altre parole ogni pezzo che raggiunge il mercato europeo deve passare attraverso un soggetto responsabile per l’immissione sul mercato.

      Un saluto da Sicom Testing

  6. Buongiorno, acquisto un prodotto dall’India (privo di certificazione CE). Nel momento in cui lo faccio certificare CE ed emetto la “Dichiarazione di incorporazione”, la mia figura rimane quella del Distributore (commercializzo) oppure il mio ruolo assume indirettamente quello del Manufacturer (produttore)? In sostanza vorrei comprendere se cambia il ruolo dell’importatore, che commercializza direttamente, nel momento in cui certifico un prodotto CE e soprattutto se assumo il ruolo di PRODUTTORE. Il prodotto risulta prodotto in India o in Italia dato che è certificato CE da me? Grazie

    • Buongiorno.

      L’importatore che immette il prodotto sul mercato europeo è l’unico responsabile di quel prodotto per tutti gli aspetti formali e le responsabilità verso terzi. Non diventa il produttore, ma ha le stesse responsabilità di un produttore con sede nella comunità europea.

      Il distributore acquista e vende nella comunità europea ed è co-responsabile per tutti gli aspetti verificabili senza indagini tecniche, quindi etichette, marcature, manuali, documentazione, presentazione congrua, ecc.

      Un saluto da Sicom Testing

  7. Buongiorno,
    ci apprestiamo a mettere sul mercato europeo un prodotto destinato alla pratica sportiva, non sia costituito da prodotti elettrici o altri componenti soggetti a normativa specifica. Nonostante molte ricerche, non vedo cosa mi obbliga ad apporre (e quindi giustificare) marcatura CE (no direttive macchina, ecc …).
    Hai un’opinione sulla situazione?
    Saluti

    • Buongiorno.
      Questo tipo di prodotto ricade sotto la direttiva GSPD 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti e in particolare si applica la norma EN 957-1 specifica per le attrezzature sportive.
      Un saluto da Sicom Testing

  8. Buongiorno.
    Ho una domanda un po’ simile alla precendente.
    Stiamo definendo una società di vendita al dettaglio di prodotti sportivi ( no contenenti apparecchiuature elettriche, ne abbigliamento, ne a contatto con alimenti)
    La produzione avverrà EXTRA UE su indicazione nostra, su nostre indicazioni, come anche l’imballaggio. Il prodotto arriverà in Italia pronto per la vendita.

    Da quello che ho capito dal regolamento 765/2008 saremo fabbricanti.
    Che obblighi abbiamo come fabbricanti?

    • Buongiorno.
      Per questo tipo di prodotto esiste uno standard armonizzato sotto la direttiva per la sicurezza generale dei prodotti GPSD 2001/95/CE. Lo standard è EN 957-1.

      Gli obblighi del fabbricante si possono riassumere come segue:

      – Identificare le direttive applicabili al prodotto (queste direttive indicano dei requisiti che vanno rispettati).
      – Identificare le norme armonizzate applicabili al prodotto e adatti a dimostrare la conformità ai requisiti delle direttive.
      – Applicare per intero le norme armonizzate mediante l’esecuzione di tutte le prove, verifiche, valutazione, calcoli eccetera richiesti. (questo può essere fatto internamente o avvalendosi di un laboratorio di fiducia).
      – Raccogliere in un fascicolo (dossier tecnico di fabbricazione) la documentazione del prodotto e i risultati di tutte le prove effettuate. Questo fascicolo va tenuto a disposizione degli ispettori del mercato per 10 anni.
      – Garantire che tutti i pezzi prodotti siano conformi a quello collaudato inizialmente e quindi conformi ai requisiti delle direttive europee applicabili.
      – Tenere conto degli aggiornamenti che avvengono alle norme armonizzate e agli altri standard tecnici applicati al prodotto.

      La direttiva GPSD non prevede l’apposizione del marchio CE, né la presenza della dichiarazione di conformità europea del prodotto.

      Se il prodotto ricade sotto la direttiva macchine la procedura è più articolata.

      Possono esistere altri obblighi in materia di diritti del consumatore, assistenza sul prodotto, smaltimento rifiuti, ecc.

      Un saluto da Sicom Testing

  9. Buongiorno, una volta richiesta la certificazione CE al fabbricante come posso fare per accertami che il prodotto sia realmente adatto alla commercializzazione nell UE ? Inoltre, in caso il prodotto veduto dal distributore ma certificato dal fabbricante extra UE non risulti conforme la responsabilità ricade sul fabbricante o sul distributore?
    Grazie.

    • Buongiorno,
      come cliente o come commerciante, il fatto che sia presente la dichiarazione di conformità è sufficiente.

      I documenti d’appoggio si trovano nel dossier tecnico di fabbricazione che può essere richiesto dalle autorità di controllo del mercato.

      Se la natura del rapporto con la ditta produttrice (o comunque responsabile dell’immissione del prodotto sul mercato) genera la necessità di approfondire questi aspetti, l’unico modo è richiedere il dossier tecnico di fabbricazione, che può essere dato o negato. E’ una questione di rapporti tra parti private.

      Se il prodotto commercializzato non risulti conforme la responsabilità ricade sull’operatore economico interessato, identificato a seconda dei singoli casi.

      Un saluto da Sicom Testing

  10. Buongiorno, importando dalla Cina un relè certificato UL ma senza dichiarazione UE ne marchio CE e dovendolo inserire in un dispositivo assemblato in Italia ma che sarà distribuito solamente negli USA è necessario provvedere alla certificazione Europea?
    Cordiali Saluti

    • Buongiorno.
      In questo caso non serve la marcatura CE, il prodotto deve essere certificato per il mercato a cui è destinato.
      Un saluto da Sicom Testing

  11. Buongiorno. Un fabbricante mi fornisce un prodotto personalizzato con il mio marchio. Di questo prodotto io ne sono distributore. Ho tutta la documentazione tecnica (certificazione, test report) del fabbricante. In questo caso ricado nel ruolo di fabbricante o di distributore? Posso personalizzare la documentazione tecnica apponendo il mio marchio ?
    Grazie

    • Buongiorno.
      Nel caso in cui il distributore commercializzi un prodotto apponendovi il proprio nome o il proprio marchio commerciale, il soggetto in questione è considerato dalla normativa al pari di un fabbricante e deve rispondere a tutti obblighi connessi alla sua figura. La documentazione tecnica deve pertanto essere intestata al soggetto in questione.
      Un saluto da Sicom Testing

  12. Ciao.
    Ho acquistato la merce dall’importatore, non è contrassegnata, non esiste un tipo e un modello di dispositivo
    L’acquirente ha presentato reclamo e restituito la merce per impossibilità di identificarsi con la documentazione tecnica.
    L’importatore può rifiutarsi di riprendere la merce?
    Sono solo un broker.

    • Buongiorno,
      Chiunque commercializza merci che non riportano le dovute marcature è fuori regola, sia esso importatore, distributore o venditore al dettaglio. Il prodotto deve essere regolarizzato o ritirato dal mercato. La divisione di costi e danni tra questi soggetti deve essere discusso dai legali delle parti.
      Un saluto da Sicom Testing

  13. Saluti.
    Ho una domanda sulla definizione dell’importatore e del distributore.
    Ad esempio, abbiamo una società di produzione (l'arte. Società A) situata non nell’UE. Questa azienda ha un cliente (azienda B) che ha sede nell’UE. L’azienda B acquisterà articoli, prodotti dall’azienda A e poi li venderà sul mercato dell’UE. Quindi, considereremo l’azienda B come importatore nell’ambito dell’MDR?

  14. Saluti,
    Ho una domanda riguardante l’obbligo dell’importatore ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 6, della direttiva 2014/35 / UE.
    La mia domanda è: come si applica nel tempo l’obbligo dell’importatore ai sensi della direttiva citata (di valutare il rischio, testare e indagare)? Qual è il contenuto di questo obbligo? Ha solo lo scopo di garantire la conformità del prodotto alle norme armonizzate dell’UE?

    L’apparecchiatura elettrica è stata prodotta secondo la legislazione UE e ha DoC. Va tutto bene, fino a quando l’attrezzatura non è stata danneggiata durante l’evento assicurato. Secondo la valutazione del produttore e dell’importatore, il dispositivo è ora un rischio per la salute, poiché è stato compromesso dall’acqua. il danno non può essere misurato per così dire. Il rischio potenziale viene assunto dall’estensione dell’esposizione all’acqua, inoltre si tratta di un dispositivo appositamente calibrato, quindi qualsiasi esposizione potrebbe potenzialmente rovinare il lavoro che si suppone debba fare.
    Tuttavia, secondo la compagnia di assicurazioni, “sembra funzionare normalmente”. La compagnia di assicurazioni ora fa pressioni sull’importatore affinché fornisca misurazioni oggettive del rischio, non solo valutazioni, il tutto per far valere i suoi obblighi ai sensi di detta direttiva.
    A seguito di ciò, questo evento rende tale dispositivo non conforme? È un fattore di rischio che potrebbe causare danni alla conformità del prodotto?

    Grazie per il tuo tempo

    marchio

    • Buongiorno.
      L’importatore è tenuto a garantire la conformità del prodotto sul mercato per tutto il tempo in cui il prodotto è presente sul mercato.
      Se l’importatore ritiene o ha motivo di ritenere che il prodotto non sia conforme ai requisiti delle direttive applicabili, egli non immette il materiale elettrico sul mercato fino a quando questo non sia stato reso conforme. Inoltre, quando il prodotto presenta un rischio, l’importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
      Nel caso specifico, se il fabbricante e l’importatore ritengono che il prodotto danneggiato rappresenti un rischio, prendono immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale materiale elettrico, per ritirarlo o richiamarlo, a seconda dei casi.
      La valutazione del rischio e l’eventuale danno alla conformità del prodotto è responsabilità del fabbricante, perché è lui il soggetto che meglio conosce il proprio prodotto e ne sa valutare tecnicamente i rischi.
      Un saluto da Sicom Testing

  15. Buongiorno,

    Se lo stesso articolo, prodotto in Cina, viene importato e distribuito da più legal entities diverse sul territorio europeo, è possibile e consentito apporre sul prodotto/pack il nome dei diversi importatori, in modo da avere un unico pack per tutti i paesi europei?

    Esempio:
    IMPORTED BY ROSSI ITALY SPA
    IMPORTED BY ROSSI FRANCE SA
    IMPORTED BY ROSSI GERMNAY AG

    Grazie di vostro riscontro

    • Buongiorno.
      L’importante è che ogni importatore abbia le evidenze della conformità del prodotto raccolte in un proprio dossier tecnico di fabbricazione (schemi, lista componenti, i test report e quant’altro richiesto).
      Un saluto da Sicom Testing

  16. Buongiorno,
    volevo un chiarimento in merito all’importazione di un prodotto soggetto a Certificato Conformità CE da Paese extra CEE.

    Nel caso specifico, siamo distributori di un fornitore USA che non ha apposto la marchiatura CE su dei server.
    L’ispezione doganale, ha rilevato questa assenza, bloccando il rilascio del materiale.

    Mi sembra di aver letto che in questi casi, è in capo all’importatore l’onere di provvedere a fornire tale certificazione, ma se la merce non viene rilasciata come è possibile portarla al laboratorio accreditato per le prove e il rilascio della certificazione ?

    Infine, se tale prodotto viene poi venduto ad un soggetto residente in un Paese extra CEE o ad un cliente che provvederà poi ad integrarlo e rivenderlo a sua volta, è sempre necessaria la marchiatura CE?

    • Buongiorno.
      Ci risulta che esistano pratiche per lo sdoganamento di campioni finalizzati al loro collaudo e che esistano pratiche per il transito di un prodotto attraverso un area doganale che non è la destinazione finale. Queste informazioni vanno chieste all’Agenzia delle Dogane. Potrebbe essere necessario incaricare un “doganalista” o una società di import-export per svolgere le pratiche.
      Un saluto da Sicom Testing

  17. Egregi,
    abbiamo esitato da tempo con i termini della definizione, distributore-acquirente di merci-importatore-fornitore al mercato …
    1) Ok, ci è chiaro che se acquistiamo merce da paesi extra UE allora siamo un Importatore?
    2) Se acquistiamo beni da Stati membri dell’UE, allora siamo l’acquirente di beni?
    3) Ma cosa succede se acquistiamo merci da un rappresentante di un viaggiatore commerciale dalla Croazia e la società che rappresenta proviene da un paese dell’UE e la nostra fattura proviene da quel paese dell’UE, allora siamo l’acquirente di merci? E se quel passeggero rappresenta un’azienda che non è membro dell’UE e la fattura ci arriva dalla stessa azienda, allora noi siamo l’importatore?
    4) Cosa succede se acquistiamo la stessa merce da una società in Croazia, e quella società è l’acquirente di beni, riceviamo una fattura da una società dalla Croazia, cosa siamo in quel caso? Distributori? E cosa siamo se quella società è un importatore? Ancora un distributore?
    Grato in anticipo.
    Con rispetto

    • Buongiorno.
      1) Sì, l’importatore è La persona fisica o giuridica stabilita nell’Unione europea che immette sul mercato dell’Unione prodotti provenienti da Paesi terzi.
      2) Se i prodotti che acquistate all’interno dell’Unione li mettete poi a disposizione sul mercato, allora in questo caso siete distributori.
      3) Se l’azienda da cui acquistate è all’interno dell’Unione europea, allora ne diventate distributori. Se l’azienda si trova fuori dall’Unione, allora ne diventate importatori.
      4) Se mettete a disposizione i prodotti sul mercato, in entrambi i casi siete distributori.
      Un saluto da Sicom Testing

  18. Buongiorno,

    Nel caso in cui il produttore sia una società giapponese (complessivamente), con sede nell’UE (compagnia sussidiaria), quest’ultima ha la categoria di importatore o solo di rappresentante autorizzato?
    La figura dell’importatore sarebbe obbligatoria o è sufficiente che la controllata UE adempia ai requisiti del rappresentante autorizzato?

    Molte grazie in anticipo,
    Saluti

    • Buongiorno.
      Il rappresentante autorizzato è un soggetto che viene incaricato dal fabbricante mediante mandato scritto. In questo caso la filiale con sede in Europa si configura come importatore se immette il prodotto sul mercato.
      Il rappresentante autorizzato adempie ai compiti specificati dal fabbricante nel suo mandato, mentre l’importatore è il soggetto che immette il prodotto sul mercato. Si tratta di due figure diverse con compiti e responsabilità definiti.
      Un saluto da Sicom Testing

  19. Salve, una domanda: se il costruttore è extra EU e deve mettere sul mercato EU, esso marchierà la macchina CE ed emetterà anche la Dichiarazione di conformità EU; in quest’ultimo documento vanno indicati i dati dell’importatore? In quale documentazione tecnica vanno indicati i dati dell’impiortatore?
    Grazie del chiarimento!

    • Buongiorno.
      La dichiarazione di conformità EU va redatta dall’importatore del prodotto proveniente da un Paese terzo.
      In generale l’importatore indica sul prodotto il proprio nome, la propria denominazione commerciale registrata o il proprio marchio registrato e l’indirizzo postale al quale può essere contattato oppure, ove ciò non sia possibile, sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del prodotto.
      Un saluto da Sicom Testing

      • Buongiorno, grazie per la risposta. Però nel vostro caso state considerando che il prodotto non sia già marchiato CE e quindi tutto ricadrebbe sull’importatore . Ma se il prodotto è già marchiato CE (e il costruttore non è in EU) dove dev’essere indicato l’importatore?
        Grazie ancora

        • Buongiorno
          Gli importatori indicano sul materiale il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo postale al quale possono essere contattati oppure, ove ciò non sia possibile sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del materiale. Le informazioni relative al contatto sono in una lingua facilmente comprensibile per l’utilizzatore finale e le autorità di vigilanza del mercato.
          Queste sono informazioni sono in aggiunta ai dati del fabbricante.
          Resta dovere dell’importatore, per dieci anni dalla data in cui il materiale è stato immesso sul mercato, mantenere la dichiarazione di conformità UE a disposizione delle autorità di vigilanza del mercato, garantire inoltre che, su richiesta, la documentazione tecnica sarà messa a disposizione di tali autorità, e a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, fornire a quest’ultima tutte le informazioni e la documentazione, in formato cartaceo o elettronico, necessarie per dimostrare la conformità del materiale (dossier tecnico di fabbricazione), in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità.
          Resta dovere dell’importatore assicurarsi che la merce sia effettivamente conforme alla legislazione europea.
          Saluti
          Sicomtest

  20. Buongiorno
    Importiamo un prodotto dagli Stati Uniti ed il produttore ci ha rilasciato la dichiarazione di conformità CE del prodotto.
    Come importatori abbiamo altri obblighi?
    garzie

    • Buongiorno
      Indicare sul materiale il vostro nome, la vostra denominazione commerciale registrata o il vostro marchio registrato e l’indirizzo postale al quale potete essere contattati oppure, ove ciò non sia possibile sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del materiale. Le informazioni relative al contatto devono essere in una lingua facilmente comprensibile per l’utilizzatore finale e le autorità di vigilanza del mercato.
      Mantenere a disposizione dell’autorità competente, per dieci anni dalla data in cui il materiale è stato immesso sul mercato, la dichiarazione di conformità UE, la documentazione tecnica e la documentazione, in formato cartaceo
      o elettronico, necessarie per dimostrare la conformità del materiale (dossier tecnico di fabbricazione). Assicurarsi che la merce sia effettivamente conforme alla legislazione europea.
      Saluti
      Sicom Test

  21. buongiorno, sono un produttore di attrezzature meccaniche e mi voglio rivolgere ad un distributore per la vendita in tutto il mondo: la competenza della traduzione in lingua dei manuali è mia come costruttore o all’esportatore/distributore? a quelli leggi devo rifermi?
    ringrazio anticipatamente

    • Per quanto riguarda l’unione europea le direttive danno questa responsabilità al fabbricante; i distributori prima di mettere il materiale a disposizione sul mercato devono verificare che esso rechi la marcatura CE,
      sia accompagnato dalla documentazione richiesta nonché da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utilizzatori finali nello Stato membro in cui il materiale
      deve essere messo a disposizione sul mercato.

      • Buongiorno,
        Ho acquistato attrezzature di sollevamento certificate CE, non riesco a ricevere un duplicato del certificato di conformità.
        Devo chiedere al venditore belga di rilasciarmi un altro certificato o altro documento. Se sì, che tipo di documento, procedura?
        grazie

        • Buongiorno,
          Le attrezzature di sollevamento ricadono sotto la direttiva macchine, secondo tale direttiva la macchina deve essere accompagnata dalla sua dichiarazione di conformità europea; quindi il venditore della macchina deve fornirvela.
          Cordiali Saluti
          Sicom Test

  22. Buongiorno,

    Nel caso in cui stia distribuendo solo apparecchiature da un OEM cinese, c’è un modo per liberarmi dai costi di certificazione (Norma CE)? Se non cambio il nome del fornitore originale, aggiungo solo un etichetta di contatto con la mia azienda, ad esempio, il produttore rimane l’OEM cinese? Ed è quindi lui a dover garantire la certificazione CE?

    • Buongiorno,
      Nel caso in cui si immetta nel mercato europeo un’apparecchiatura di un produttore di un paese non UE, dev’essere presente un importatore che ha la responsabilità di assicurare che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata procedura di valutazione della conformità, che il fabbricante abbia preparato la documentazione tecnica, che sul prodotto sia apposta la marcatura CE, che quest’ultimo sia accompagnato dai documenti prescritti. Inoltre l’importatore deve tenere tutta la documentazione a disposizione delle autorità di vigilanza del mercato per 10 anni dalla data in cui il prodotto è stato immesso sul mercato.
      I distributori prima di mettere il prodotto a disposizione sul mercato devono verificare che esso rechi la marcatura CE, sia accompagnato dalla documentazione richiesta nonché da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utilizzatori finali nello Stato membro in cui il prodotto deve essere messo a disposizione sul mercato e che il fabbricante e l’importatore si siano conformati alle prescrizioni di legge.
      Quindi è il fabbricante a dover garantire la conformità alle norme CE, importatore e distributore hanno il dovere di verificare che il fabbricante abbia assolto ai suoi obblighi, e nel caso il fabbricante non l’abbia fatto non devono immettere il prodotto sul mercato.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  23. Buongiorno,
    siamo agenti di una società cinese che fabbrica macchinari per la lavorazione del vetro. Questi macchinari arrivano con una dichiarazione conformità emessa dal fabbricante, ma è priva del nome del mandatario e per questo motivo non viene accettata per le pratiche della Industria 4.0
    Quali sono le responsabilità del mandatario e cosa deve ricevere dal fabbricante? Grazie

    • Buongiorno,
      Secondo la direttiva macchine nella dichiarazione di conformità devono essere individuate queste persoone fisiche e/o giuridiche:
      1. Ragione sociale e indirizzo completo del fabbricante e, se del caso, del suo mandatario;
      Se il fabbricante è extra-europeo nella dichiarazione di conformità deve essere indicato anche il mandatario(per definizione il mandatario è una persona fisica o giuridica stabilita all’interno dell’UE).

      2. Nome e indirizzo della persona autorizzata a costituire il fascicolo tecnico, che deve essere stabilita nella Comunità;
      Oltre alla dichiarazione di conformità ci deve essere un resposabile per il fascicolo tecnico che deve essere stabilito nell’UE e fornire tutta la documentazione alle autorità nel caso questa venga richiesta.

      La dichiarazione di conformità deve avere queste informazioni e tutte quelle indicate nell’allegato II della direttiva.
      La definizione completa di mandatario é: qualsiasi persona fisica o giuridica stabilita all’interno della Comunità che abbia ricevuto mandato scritto dal fabbricante per eseguire a suo nome, in toto o in parte, gli obblighi e le formalità connesse con la presente direttiva.
      Per poter essere messa in commercio il macchinario deve soddisfare tutti i requisiti della direttiva, quali di questi obblighi e formalità debbano essere svolti dal fabbricante o dal mandatario è indicato nel “mandato scritto”.
      Cordiali Sauti

  24. Buongiorno

    Sono in trattativa con un produttore cinese per vendere il suo prodotto sul mercato europeo. abbiamo deciso di vendere questo prodotto con il nostro marchio.
    In questo caso sono un produttore o un importatore?
    Esiste un modo per firmare un contratto con il produttore in cui è specificato che il produttore rimane finanziariamente responsabile per eventuali problemi futuri che l’importatore potrebbe incontrare in futuro e che deve necessariamente fornire assistenza tecnica per risolvere il problema?
    dove possiamo trovare questo tipo di contratto?
    Cordiali saluti

    • Buongiorno,
      Secondo le direttive Radio (2014/53/EU – articolo 14) e Bassa tensione (2014/35/EU – articolo 10) quando un importatore immette sul mercato un prodotto con il suo marchio è soggetto a tutti gli obblighi del produttore.
      Le direttive indicano gli obblighi di legge di produttori e importatori ma non dicono nulla riguardo ad accordi tra le parti.
      Saluti Sicom Test

  25. Buongiorno, sono un distributore di DPI in quanto i miei prodotti sono importati da aziende europee dove io mi fornisco.
    Volevo sapere se come distributore sono obbligato ad inserire le diciture in Italiano su ogni singolo prodotto oppure solo sulla confezione.
    Mi sapreste dare qualche riferimento normativo?
    Grazie.
    Simone

    • Buongiorno,
      Gli obblighi dei distributori sono definiti all’articolo 11 del REGOLAMENTO (UE) 2016/425, il paragrafo 2 obbliga il distributore a verificare che insieme al prodotto ci siano tutte le informazioni e marcature richieste per legge e che queste siano in una lingua facilmente comprensibile per i consumatori e gli altri utilizzatori finali dello Stato membro in cui il DPI è messo a disposizione sul mercato.
      Le informazioni richieste sono indicate al punto 1.4 dell’allegato II del regolamento.
      Saluti Sicom Test.

    • Buon giorno
      Un importatore o distributore è considerato un fabbricante ed è soggetto agli obblighi del fabbricante quando immette un prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio commerciale o modifica i prodotti già immessi sul mercato in modo tale che la conformità possa risultare compromessa.
      Saluti Sicom Test

    • Buongiorno,
      Secondo le direttive europee:
      – un importatore è qualsiasi persona fisica o giuridica stabilita nell’Unione che immette sul mercato dell’Unione prodotti originari di un paese terzo;
      – un distributore è qualsiasi persona fisica o giuridica inserita nella catena di fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore, che mette i prodotti a disposizione sul mercato;
      se i vostri distrubutori immettono direttamente sul mercato dell’Unione prodotti originari di un paese terzo sono considerati importatori.
      Saluti Sicom Testing

  26. Ciao
    Siamo il “produttore” per il prodotto X importato dal nostro OEM all’estero.
    Prodotti X (indirizzo del marchio X e X stampato sul prodotto)

    Uno dei nostri distributori “UN” decide di rinominare il Prodotto X in Prodotto A rietichettando la confezione con l’indirizzo del marchio A(ma all’interno della confezione il prodotto A ha ancora l’indirizzo del marchio X e la scheda tecnica del marchio X).
    Per quanto ne so, il Distributore A diventerà il Produttore.
    1. Può creare confusione per i consumatori il fatto di avere due marchi e indirizzi diversi sullo stesso Prodotto?
    2. È questo il modo giusto per rietichettare la confezione (rebranding nel marchio A) senza modificare l’indirizzo del marchio X (già stampato sul prodotto)?
    3. Il prodotto fisico necessita di un rebranding?

    Grazie
    Jack

    • Buongiorno,
      1. Quando fa un rebranding “A” è soggetto a tutti gli obblighi del fabbricante, tra questi c’è l’obbligo di indicare il fabbricante, e se necessario il suo indirizzo; l’articolo 6, paragrafo 7 delle direttiva 2014/35/EU (LVD) afferma che istruzioni ed etichettatura devono essere chiare, comprensibili e intelligibili. Le norme tecniche richiedono che l’etichettatura si fatta in modo che non ci possa essere confusione.
      2. In generale il fabbricante è quello indicato sul prodotto, l’articolo 6, paragrafo 6 delle direttiva 2014/35/EU (LVD) afferma “I fabbricanti indicano sul materiale elettrico il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo postale al quale possono essere contattati oppure, ove ciò non sia possibile, sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del materiale elettrico”. Le informazioni sull’imballaggio non dovrebbero essere diverse da quelle sul prodotto.
      3. Il prodotto fisico necessita di un rebranding se si vuole che A risulti come fabbricante.
      Saluti Sicom Test

  27. Buongiorno,
    Vengo da un paese extra UE e sto cercando di vendere prodotti nell’UE. Ho stabilito un soggetto di diritto europeo nella UE. Ho un produttore OEM che è stato autorizzato a stampare un marchio sul prodotto OEM supportato dal mio accordo con il marchio stabilito. Il produttore OEM mi ha detto che dovrebbero fare tutte le certificazioni all’interno dell’UE inserendo il nome del produttore sulle etichette e sulle applicazioni, credo che dovrei richiedere le certificazioni sotto la responsabilità del mio soggetto di diritto europeo e diventare così il produttore “legale”. Oltre ai diritti di branding, ci sono altri motivi legali per costringere il mio OEM a consentirmi di farlo.

    • Buongiorno,
      La responsabilità di eseguire tutti i test per la marcatura CE spetta al produttore (colui che appone il proprio marchio sul prodotto), mentre tra le responsabilità dell’importatore e del distributore c’è verifica della correttezza della documentazione per la marcatura CE.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  28. Buongiorno,
    Come dovrebbe comportarsi, un’azienda che importa e distribuisce macchine esclusivamente in Portogallo, in relazione alle richieste dei clienti e di terzi, per la dichiarazione di conformità per macchine vendute da più di 10 anni? In altre parole, il cliente dichiara di non avere la dichiarazione di conformità, l’importatore è obbligato a renderla disponibile? E se non ce l’ho?
    Grazie in anticipo.

    • Buongiorno,
      Secondo le direttive “Per dieci anni dalla data in cui il materiale elettrico è stato immesso sul mercato gli importatori mantengono la dichiarazione di conformità UE”, non viene detto nulla sugli obblighi degli importatori dopo questo periodo.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  29. Se come produttore sono anche un importatore, devo indicare due volte i miei dati di contatto sulla targhetta (una volta come produttore e una volta come importatore)? In questo caso è obbligatorio inserire “Fabbricante” e “Importatore”?
    Grazie in anticipo

    • Buogiorno
      L’importatore è la persona fisica o giuridica stabilita nell’Unione che immette sul mercato dell’Unione materiale elettrico originario di un paese terzo; Se voi siete stabiliti nell’Unione Europea secondo la direttiva siete soltanto Fabbricanti e non importatori; se siete di un paese terzo dovete indicare i vostri dati come “Fabbricante” e i dati della vostra filiale nell’unione come “Importatore”.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  30. Buongiorno, volendo importare un nuovo prodotto coperto da brevetto e quindi non coperto da una normativa di riferimento (tecnica o legislativa UE) la conformità CE come si applica? Per similitudine ad altri elementi che più si avvicinano per applicazione-funzione?

    • Buongiorno,
      Le direttive che si applicano dipendono dalle caratteristiche del prodotto stesso, il fatto che sia coperto da brevetto non ha influenza sulle direttive applicabili.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  31. Buongiorno,

    Siamo dei rivenditori e produttori di dispositivi medici ed in più rivenditori di sanificatori indoor.
    La nostra azienda è marcata CE, ISO 9001 e 13485 da un Ente Notificato italiano. Importiamo dalla Corea del Sud un sanificatore che non è dispositivo medico. Questo prodotto ha la conformità CE rilasciata solo dal fabbricante extra-europeo, quindi, per poterlo rivendere in Italia, tale conformità dovrà essere anche redatta dal rappresentate europeo, è corretto? Qualora dovessimo assumerci noi l’onere di diventare rappresentanti europei, che cosa comporterebbe? Dobbiamo rivolgerci al nostro Ente Notificato?

    Grazie in anticipo

    • Buongiorno,
      Gli obblighi di un rappresentante di un rappresentante autorizzato sono:
      a) mantenere a disposizione delle autorità nazionali di vigilanza del mercato la dichiarazione di conformità UE e la documentazione tecnica per dieci anni dalla data in cui il prodotto è stato immesso sul mercato;
      b) a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, fornire a tale autorità tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del Prodotto;
      c) cooperare con le autorità nazionali competenti, su loro richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dal prodotto che rientra nel mandato del rappresentante autorizzato.
      d) altri obblighi amministrativi se specificati nel mandato, tra cui ci possono essere:
      — apporre sul prodotto la marcatura CE (e se del caso altre marcature) e il numero dell’organismo notificato (se richiesto);
      — redigere e firmare la dichiarazione UE di conformità.

      Il fabbricante non può delegare le misure necessarie a garantire che il processo di fabbricazione assicuri la conformità dei prodotti né la preparazione della documentazione tecnica.

      Inoltre se il rappresentante autorizzato nominato da un fabbricante è anche importatore o un distributore ai sensi della normativa di armonizzazione dell’Unione, è tenuto ad adempiere anche agli obblighi dell’importatore o distributore.

      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  32. Buongiorno,
    la nostra azienda commissiona la produzione di prodotti in Cina e vi fa apporre il marchio in loco (il prodotto esce dalla fabbrica cinese marchiato con il nostro logo).
    L’importazione è affidata ad un’azienda italiana.
    La nostra azienda, che commercializza il prodotto in Italia, è solo distributore (e quindi gli obblighi ricadono sull’importatore) o, avendo apposto il proprio marchio, è anche Produttore? Grazie mille

    • Buongiorno,
      secondo le direttive “Un importatore o distributore è ritenuto un fabbricante ai fini delle direttive ed è soggetto agli obblighi del fabbricante quando immette sul mercato materiale elettrico con il proprio nome o marchio commerciale o […]”; quindi la vostra azienda è considerata un fabbricante.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  33. Buongiorno. La dichiarazione CE del fabbricante deve essere redatta in quale lingua ? Ovvero se il prodotto viene commercializzato in Italia il fabbricante è obbligato a redigerla in italiano ? Posso consegnare la dichiarazione CE in lingua inglese ? Grazie.

    • Buongiorno,
      Nelle direttive è prescritto che la dichiarazione di conformità “è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro nel quale l’apparecchiatura radio è immessa sul mercato o messa a disposizione sul mercato.”
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  34. Buongiorno, a quanto mi risulta possono non essere marchiati CE dispositivi destinati all’uso temporaneo in laboratorio per test e prove di sviluppo, mi confermate ? Quali sono i passaggi normativi a supporto di questo ? che tipo di dichiarazione occorre predisporre per essere in regola in questi casi ?
    Grazie, saluti. Ferdinando

    • Buongiorno,
      Non è necessario il marchio CE per “Kit di valutazione su misura per professionisti, destinati ad essere utilizzati unicamente in strutture di ricerca e sviluppo a tali fini.” (allegato 1 della direttiva radio e allegato 2 della direttiva a bassa tensione), negli altri casi il prodotto deve essere marchiato.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

  35. Buongiorno
    Stiamo per acquistare un prodotto elettrico da una fabbrica cinese, il produttore metterà il nostro marchio su questo prodotto ed eseguirà i rapporti di prova LVD ed EMC per la nostra azienda (francese). Saremo quindi il produttore. Sarà richiesto un certificato di conformità UE per questo prodotto? , quali sono le informazioni obbligatorie da apporre sulla targhetta identificativa del prodotto? il regolamento dice: che i recapiti del produttore e dell’importatore devono essere sul prodotto, nel caso in cui l’importatore diventi produttore dovremo mettere solo i recapiti della nostra azienda?

    Cordiali saluti
    Laurent

    • Buongiorno,
      Come produttori dovete emettere la Dichiarazione di Conformità Europea, sul prodotto sarà sufficiente indicare i vostri dati come produttore.
      Cordiali Saluti Sicom Test

  36. Buongiorno
    se acquisto un prodotto medicale da un distributore o dal produttore, qualificandomi come rivenditore al dettaglio e lo rivendo a un terzo non consumatore, ho delle responsabilità in caso di non conformità del prodotto? quali differenze ci sono tra la mia figura di rivenditore al dettaglio e distributore?

    • Buongiorno,
      Secondo il regolamento 2017/745, il distributore è “qualsiasi persona fisica o giuridica nella catena di fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore, che mette a disposizione sul mercato un dispositivo, fino al momento della messa in servizio;” quindi il rivenditore al dettaglio è considerato un distributore.
      Cordiali Saluti
      Sicom Testing

  37. Buon giorno,
    Un’azienda ha importato materiale elettrico nell’UE sulla base di una documentazione CE valida (il certificato e la dichiarazione di conformità sono stati rilasciati per 5 anni nell’UE), ha effettuato tutte le procedure doganali necessarie e ha iniziato a vendere la merce in tutta l’UE . Il certificato CE è scaduto in un mese. Può ancora vendere questa attrezzatura nell’UE fino all’esaurimento delle merci? Grazie.

    • Buongiorno,
      La dichiarazione di conformità non ha scadenza e la merce a cui si riferisce può essere immessa sul mercato fino a quando le norme riportate sulla dichiarazione risultano essere quelle in vigore.
      Cordiali Saluti
      Sicom Test

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