Marcatura CE e responsabilità legale: chi risponde quando il prodotto è fabbricato da terzi?

Nel panorama commerciale contemporaneo è sempre più frequente il ricorso a modelli produttivi che vedono la separazione tra chi materialmente fabbrica un prodotto e chi lo immette sul mercato con il proprio marchio. Questa pratica – comunemente nota come white label o private label – solleva questioni giuridiche, in particolare per quanto riguarda la marcatura CE. In questo articolo ci occupiamo di rispondere a una delle domande più frequenti sul tema: chi è legalmente responsabile della conformità di un prodotto quando la produzione è affidata a terzi?

 

La definizione di fabbricante secondo le direttive europee

Per comprendere dove ricada effettivamente la responsabilità legale, è necessario partire dalla definizione che le direttive europee forniscono del termine “fabbricante”. Tra le varie fonti in merito, l’articolo 2 della Direttiva Bassa Tensione definisce il fabbricante come qualsiasi persona fisica o giuridica che fabbrichi un prodotto elettrico o lo faccia progettare o fabbricare, e commercializzi tale prodotto con il proprio nome o marchio.

Questa definizione delinea in modo netto che la responsabilità legale di un prodotto riguarda chi lo introduce nel mercato europeo apponendovi la propria identità commerciale. 

Volendo fare un esempio, potremmo dire che un’azienda italiana che acquistasse power bank da un produttore cinese per rivenderli con il proprio brand diventerebbe automaticamente, agli occhi della normativa CE, il fabbricante di quei prodotti, con tutte le responsabilità che ne conseguono.

Questa interpretazione estensiva del concetto di fabbricante si applica indistintamente a diverse situazioni. Riguarda tanto le aziende che affidano la produzione di propri progetti originali a terzisti, quanto quelle che acquistano prodotti già progettati dal fornitore e si limitano ad applicarvi il proprio marchio. In entrambi i casi, l’apposizione del brand trasferisce automaticamente lo status di fabbricante, indipendentemente dal grado di partecipazione effettiva esercitata sul processo produttivo.

Gli obblighi sostanziali del fabbricante

L’articolo 6 della Direttiva Bassa Tensione, declinato in forma similare nelle altre direttive applicabili, delinea un quadro di responsabilità articolato su alcuni obblighi sostanziali.

Il primo onere riguarda la conformità tecnica del prodotto. Il fabbricante deve garantire che il prodotto sia progettato e realizzato in conformità con tutte le disposizioni della Comunità Europea, in termini di tutela della salute, sicurezza e salvaguardia dellambiente.

Il fabbricante è inoltre tenuto a costituire e conservare un fascicolo tecnico completo che includa i disegni di progettazione, le specifiche dei componenti utilizzati, la valutazione dei rischi, l’elenco delle direttive e degli standard applicati, nonché i rapporti di test che dimostrino la conformità. Questo fascicolo deve essere conservato per un periodo di dieci anni dalla data di immissione sul mercato e deve essere messo a disposizione delle autorità di sorveglianza su richiesta.

Parallelamente al fascicolo tecnico, il fabbricante deve redigere e sottoscrivere la Dichiarazione di Conformità UE, documento mediante il quale si assume formalmente la responsabilità della conformità del prodotto a tutte le direttive applicabili. 

Com’è noto, infine, il fabbricante deve apporre (e garantire che il prodotto riporti) correttamente il marchio CE, insieme al proprio nome o marchio registrato, all’indirizzo di contatto e a tutte le altre informazioni richieste dalle direttive specifiche.

Nel blog di Sicom Testing abbiamo approfondito anche gli obblighi di importatore, distributore e rappresentante autorizzato del fabbricante. Ecco l’articolo completo.

Le conseguenze concrete della non conformità

Il sistema di controllo europeo si articola su più livelli, ciascuno dei quali può intervenire in momenti diversi della vita commerciale del prodotto.

Il primo punto di controllo è rappresentato dalle autorità doganali al momento dell’importazione. Le dogane nazionali, specialmente per categorie di prodotti considerate a rischio elevato come dispositivi elettronici, medici, giocattoli, effettuano controlli documentali e possono richiedere la consultazione immediata del fascicolo tecnico e della Dichiarazione di Conformità. L’incapacità di fornire questa documentazione può comportare il blocco della spedizione e, nei casi più gravi, si può arrivare alla distruzione della merce senza diritto di compensazione.

Le autorità di sorveglianza del mercato operano invece in una fase successiva, anche dopo che il prodotto è stato immesso sul mercato. In caso di riscontrata non conformità, possono ordinare il ritiro dal mercato di tutti i prodotti già venduti, imporre il divieto di ulteriore commercializzazione e disporre sanzioni amministrative che possono raggiungere importi considerevoli.

Per quanto riguarda le vendite dirette al consumatore attraverso piattaforme di e-commerce, si aggiunge un ulteriore livello di complessità. Amazon, in particolare, ha negli ultimi anni intensificato la sua politica di controllo a campione estesa ai venditori.

Gli operatori Amazon addetti ai controlli, infatti, possono richiedere la Dichiarazione di Conformità europea e le documentazioni tecniche correlate al prodotto, per accertarne la veridicità. 

In caso di irregolarità il prodotto in questione viene identificato come non conforme ai requisiti UE e Amazon procede con sanzioni di varia entità, tra cui la sospensione dell’account venditore, con conseguente blocco del commercio.

Noi di Sicom Testing abbiamo dedicato un approfondimento alla marcatura CE dei prodotti venduti su Amazon. Qui l’articolo completo.

Il valore dei test di laboratorio sulla responsabilità

In questo contesto, la verifica della conformità attraverso test di laboratorio è di importanza sostanziale. 

L’intervento di un laboratorio specializzato come Sicom Testing – che esegue tutte le prove tecniche e prepara la documentazione a supporto della certificazione CE  diventa necessario non solo per ottenere una verifica oggettiva della conformità, ma anche per disporre di prove documentali robuste in caso di contestazioni da parte delle autorità.

Inoltre, dal punto di vista della gestione del rischio, una buona strategia è investire in test preliminari studiati per individuare anomalie e potenziali difetti del prodotto già nelle prime fasi del ciclo produttivo.

Grazie a test di laboratorio personalizzati, è possibile simulare scenari di stress e verificare la reazione del prodotto in condizioni operative complesse. È molto utile svolgere le attività di pretesting del prodotto in una fase iniziale, poiché nel caso in cui si scopra una non conformità sarà meno costoso porvi rimedio.

Testare per la conformità: una strategia economica vincente

Una valutazione economica aziendale di ampio respiro dovrebbe certamente considerare i costi di test di laboratorio, consulenza tecnica e redazione della documentazione che, soprattutto per piccole imprese o startup, possono rappresentare investimenti importanti.

Tuttavia, è necessario analizzare anche i costi potenziali della non conformità, stimando che – ad esempio – un richiamo di prodotto dal mercato comporta non solo i costi diretti di ritiro e distruzione, ma anche danni reputazionali difficilmente quantificabili. Il sequestro o il blocco di un’intera spedizione o le sanzioni amministrative comminate dalle autorità di sorveglianza, inoltre, costituiscono importi molto elevati da affrontare in azienda.

Dal punto di vista della gestione del rischio d’impresa, quindi, investire nella conformità rappresenta una scelta vantaggiosa oltre che imprescindibile. Il rapporto costi-benefici diventa ancora più favorevole se si considera che molti degli investimenti in conformità hanno carattere non ricorrente.

Nell’ottica di facilitare le startup e le piccole e medie imprese, noi di Sicom Testing abbiamo definito pacchetti di testing per realtà emergenti, che spaziano dai test funzionali fino alle analisi di sicurezza e affidabilità. Qui per leggere l’articolo completo.

Per chiedere ulteriori informazioni su questo argomento, scrivere a info@sicomtesting.com
o chiamare il numero +39 0481 778931.

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