Apparecchiature radio: collaudi e procedure per una corretta immissione sul mercato

Apparecchiature radio: collaudi e procedure per una corretta immissione sul mercato

I produttori di apparecchiature radio che desiderano vendere ai 500 milioni di consumatori dell’UE devono procedere con la valutazione di conformità volta all’apposizione del marchio CE. Obbligo che investe in particolar modo i fabbricanti, la presunzione di conformità si ottiene mediante lo svolgimento di tutte le prove previste dalle varie norme armonizzate connesse al prodotto.

La direttiva 2014/53/EU

Regolare l’immissione delle apparecchiature radio sul mercato europeo è l’obiettivo della direttiva 2014/53/EU. La cosiddetta “RED” (Radio Equipment Directive) si applica a tutti i prodotti e le apparecchiature che trasmettono o ricevono intenzionalmente onde radio per le comunicazioni o la localizzazione, nella gamma di frequenze che va da poco più di zero fino a 3000 GHz.

Negli articoli della direttiva sono definiti i requisiti fondamentali legati a un apparecchio radio e i caratteri generali riguardanti la compatibilità elettromagnetica, la tutela della salute e la sicurezza. Come accade nel caso delle altre direttive comunitarie, la direttiva RED è corredata da norme armonizzate per specifici requisiti tecnici, e il rispetto di questi requisiti presuppone la conformità ai principi essenziali della direttiva.

Il collaudo delle apparecchiature radio

Le apparecchiature radio, com’è noto, oltre ai requisiti di compatibilità elettromagnetica e sicurezza, devono garantire anche un corretto utilizzo dello spettro radio, evitando interferenze con le comunicazioni terrestri e satellitari.

In relazione a quest’obbligo, è definito che un dispositivo radio trasmetta rientrando negli standard di riferimento europei e in accordo con i piani dei vari Stati membri, in termini limiti di frequenze, potenze e tempi di trasmissione.

In base al caso e alle sue specificità, si può procedere a vari tipi di prove per ottenere la certificazione di apparecchiature radio. Queste si articolano sui principali standard utilizzati, tra i quali GSM, GPRS, GPS, UMTS, LTE, DECT, SRD, RFID, Bluetooth, Wi-Fi.

Scendendo in dettaglio le prove – portate avanti da un laboratorio competente come Sicom Testing – possono riguardare verifiche richieste dalla normativa, verifiche prestazionali, misura della qualità del servizio. E’ possibile procedere alle verifiche di interoperabilità con le reti di telecomunicazione, al beta testing dei sistemi per completare – dopo approfondita analisi sul prodotto – la redazione dei fascicolo tecnico.

Tra le cose, il fascicolo tecnico è deputato a contenere l’analisi dei rischi, il manuale di installazione, d’uso e di manutenzione, la dichiarazione di conformità, l’etichetta CE, i progetti connessi al prodotto, (disegni, relazioni di calcolo, schemi e quant’altro), i fornitori e le procedure di controllo della produzione.

Gli obblighi degli operatori

A livello generale, gli obblighi in tema di certificazione di apparecchiature radio sono connessi alla figura del fabbricante. Ma non in modo esclusivo: sono coinvolti a più livelli anche l’importatore e il distributore.

Il fabbricante ha l’obbligo di assicurare che gli apparecchi siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti essenziali; di preparare la documentazione tecnica ed eseguire o far eseguire la procedura di valutazione della conformità. Tra i compiti fondamentali del fabbricante c’è quello di redigere, o far redigere, una dichiarazione di conformità UE, apporre la marcatura CE e conservare la documentazione relata al prodotto.

L’importatore, dal canto suo, deve verificare che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata procedura di valutazione della conformità; abbia preparato la documentazione tecnica, che la marcatura CE sia apposta sull’apparecchio e che quest’ultimo sia accompagnato dai documenti prescritti. L’importatore deve inoltre mantenere a disposizione delle autorità di vigilanza del mercato, per 10 anni dall’immissione, la dichiarazione di conformità UE e garantire che la documentazione tecnica sia messa a disposizione di tali autorità.

Il distributore deve verificare che l’apparecchio da commercializzare rechi la marcatura CE, sia accompagnato dalla documentazione necessaria nonché dalle istruzioni e che il fabbricante e l’importatore abbiano osservato i loro obblighi; garantendo che, quando l’apparecchio è sotto la sua responsabilità, le condizioni di immagazzinamento o di trasporto non mettano a rischio la conformità del prodotto ai requisiti essenziali.

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