La sicurezza del prodotto d’arredo e l’analisi dei rischi

Il 14 settembre, presso la sede del Catas di San Giovanni al Natisone, si è tenuto il convegno “La sicurezza del prodotto d’arredo: analisi dei rischi”, un argomento trasversale che interessa tutto il settore degli arredi e i suoi principali operatori.


Andrea Giavon
Il dottor Andrea Giavon è laureato in chimica industriale all’Università di Venezia (con il massimo dei voti) ed è uno dei più fini conoscitori delle norme relative alla sicurezza dei prodotti messi in commercio. Lavora per il Catas dal 1984 e ne è il direttore da dieci anni.

In cattedra il dottor Andrea Giavon, direttore del Catas, che si è dimostrato un relatore chiaro e abile nell’illustrare i risvolti tecnici e normativi di questo argomento.

Il Catas è la realtà più importante a livello europeo per quanto riguarda le analisi chimiche, i collaudi fisici e meccanici su materiali, componenti e prodotti utilizzati nei settori del legno, dell’arredo e dell’edilizia. Ha due centri operativi, San Giovanni al Natisone (UD) e Lissone (MB), dotati di eccellenti laboratori all’avanguardia e dei migliori tecnici specializzati.

Sicom collabora con il Catas proprio per il collaudo di arredamenti elettrificati e condivide la stessa attenzione per la sicurezza.

Non tutti lo sanno ma la maggior parte degli incidenti mortali non avvengono per strada, in aereo e nemmeno per causa violenta ma…in casa. Si, proprio in casa, tra quelle mura che in tutti i paesi del mondo sono sinonimo di sicurezza, protezione. Gli oggetti e gli accessori che amiamo di più possono trasformarsi in fonti di pericolose se, prima della messa sul mercato, non viene fatta un’approfondita analisi dei rischi.

Il convegno “La sicurezza del prodotto d’arredo: analisi dei rischi” è stato organizzato proprio in concomitanza della pubblicazione della nuova versione della guida all’applicazione della direttiva macchine.

Nella guida si parla espressamente del mobile con parti in movimento (movimento motorizzato) in quanto soggetto all’applicazione di questa direttiva. Una direttiva che, se ben adottata, diventa un vero e proprio strumento per una sicurezza completa dei prodotti.

Gli standard di sicurezza stabiliti dalla Commissione Europea sono decisi anche in base all’aggiornarsi delle statistiche sugli incidenti domestici, statistiche che sono state illustrate durante il convegno dal dottor Giavon. Dopo aver parlato di numeri, il relatore ha invitato la platea a riflettere anche sulle responsabilità legate ai prodotti che usiamo ogni giorno, inclusi quelli apparentemente innocui.

armchair

Il tema infatti è ampio e va a toccare diverse aree del settore, tra cui le aziende che producono arredi e complementi non elettrificati, soggette a loro volta alla direttiva della Sicurezza generale dei prodotti.

Per far comprendere come il prodotto di arredo sia indissolubilmente legato al tema della sicurezza, il dottor Giavon ha portato l’esempio di una poltrona con schienale e poggia piedi reclinabile con comando manuale. Una seduta aggiungiamo noi, diffusissima e che, nell’immaginario comune, è sinonimo di relax e di serate passate davanti al caminetto.

Ebbene la confortevole poltrona reclinabile, pur non ricadendo sotto la direttiva macchine (perché non è mossa da un motore) presenta parecchi rischi. La fascia più esposta è quella dei neonati che gattonano, seguita dai bambini e, poco dopo, da un rischio di ribaltamento, trasversale a tutte le età.


The 3-step method
The 3-step method è uno dei passaggi importanti dell’attuale guida all’applicazione della direttiva macchine e stabilisce delle priorità che riportiamo integralmente e, sebbene sia citato nella direttiva macchine, è destinato ad essere applicato nelle valutazioni di sicurezza relative anche ad altre direttive.
Step 1 = first priority – Inherently safe design measures;
Step 2 = second priority – Technical protective measures;
Step 3 = third priority – Information for users.
Secondo il metodo, chi progetta, deve trattare il rischio secondo tre diversi livelli. Il primo livello è quello più sicuro, ovvero quello in cui la causa di pericolo è interamente rimossa. Il secondo livello, invece, è quello in cui non possono essere eliminate le cause di rischio ma vengono adottate misure tecniche per proteggere gli utenti dagli effetti di tali cause.
Il terzo, e ultimo, è quello in cui davanti alla non possibilità di misure protettive si procede con il fornire al cliente finale istruzioni dettagliate sulla presenza del rischio.
L’invito per i produttori è quello di progettare sempre applicando ai rischi presenti il livello più elevato possibile di questa scala, sfruttando tutti gli strumenti che la conoscenza e la tecnologia del momento mettono a disposizione.
Inoltre viene precisato che l’aumento del costo del prodotto a causa della sicurezza non è considerato un motivo valido per non applicare le precauzioni appartenenti al livello superiore.

In fase di analisi” ha specificato chiaramente il dottor Giavonbisogna considerare sia l’uso normale ma anche quello anomalo, ma prevedibile. Ad esempio una poltrona che, sebbene pensata per una persona sola, alle volte ne ospita due o anche tre, di traverso o sul bracciolo. Nell’esempio citato, il ribaltamento può essere provocato dal carico eccessivo o dal crollo strutturare con conseguenze anche molto gravi per i soggetti coinvolti.”

La questione è, come fare a valutare questi rischi? Fortunatamente esistono standard nazionali, standard europei e standard internazionali per valutarli ed è necessario che siano rispettati.

Nel convegno il dottor Andrea Giavon è stato fermo nel sottolineare l’obbligo di certificare i prodotti effettuando tutte le valutazioni dei rischi opportune. Anche, e soprattutto, grazie all’ausilio di laboratori di collaudo specializzati che, seguendo il processo dall’inizio alla fine, assistono la casa madre nell’immettere sul mercato un prodotto sicuro per tutelare l’utilizzatore finale e anche l’azienda stessa.

Il relatore ha sottolineato come molti imprenditori del settore trascurino questi aspetti. La certificazione CE del prodotto non è il punto d’arrivo, bensì il punto di partenza. L’azienda madre, che meglio di altri conosce i rischi legati alle sue linee, e che la comunità europea indica come unico responsabile dell’articolo d’arredo, dovrà valutare e porre rimedio ai rischi presenti eventualmente avvalendosi di consulenti e di strutture specializzate che lo supportino in questo compito.” ha detto il dottor Giavon.

Nonostante il pubblico, composto in larga parte da imprenditori del settore casa e componenti d’arredo, sia apparso parecchio colpito dalle parole del dottor Giavon, il suo messaggio è positivo perché l’analisi del rischio è un grande aiuto per le aziende.

Finito il convegno abbiamo chiesto un commento anche al dottor Roberto Passini, amministratore di Sicom.


Roberto Passini
Il dottor Roberto Passini, dopo la laurea in fisica, ha mosso i primi passi della sua carriera nella ricerca, prima nel Regno Unito al JET Joint Undertaking (Centro Europeo di ricerca per la fusione termonucleare controllata situato nell’Oxfordshire, U.K) e poi al Sincrotrone di Trieste. Nel 1994 passa al settore industriale con un primo incarico, come responsabile di test e certificazioni, presso Telital, un’azienda produttrice di telefoni cellulari. Nel 2003 fonda Sicom di cui ancora oggi è amministratore.

“Nel settore elettronico abbiamo percepito questi cambiamenti in materia di sicurezza già da alcuni anni. La svolta è avvenuta nell’intorno dell’anno 2001. Questa ha rappresentato negli anni successivi uno spartiacque tra chi si è evoluto e chi no.

Le aziende che hanno compreso l’importanza dei test di sicurezza, affidandosi ai centri specializzati, hanno incrementato le vendite e ridotto la loro responsabilità in caso di incidenti. Quelle che, per paura dei costi, hanno ignorato le normative sono state sopraffatte dall’evoluzione del mercato e, nei casi peggiori, hanno dovuto rispondere alla legge e ritirare i prodotti in commercio.”

Sempre sull’argomento è in fase di organizzazione un nuovo convegno, previsto nella prima metà del 2018, che tratterà nello specifico il tema delicatissimo dei prodotti elettrici di arredamento in cui anche il dottor Roberto Passini di Sicom è stato invitato ad essere uno dei relatori.

Il dottor Giavon è stato molto chiaro. La valutazione del rischio è responsabilità diretta dell’azienda produttiva, non ci sono vie d’uscite. Quello che, a prima vista, può apparire come un costo ulteriore, ovvero l’affidarsi a laboratori specializzati in test e collaudo, in realtà rappresenta il più grande e sicuro investimento per gli imprenditori, sollevandoli da responsabilità civile e rendendoli molto più competitivi sia in Italia che all’estero.

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