Internet of Things, ovvero il primordiale bisogno di relazionarsi con l’altro ad una sola condizione: la sicurezza!

IoT house

L’internet of Things (IoT) rappresenta la naturale evoluzione, e direzione, di tutte le scoperte tecnologiche degli ultimi dieci anni. L’interconnessione è ormai il filo invisibile che collega tra loro le cose, facendole dialogare, cooperare e interagire a servizio dell’uomo. Domotica, auto intelligenti, telelavoro anche transoceanico industria, automazione e servizi. Eclatante è l’esempio della scuola e dei registri elettronici, sempre collegati ai genitori che, in ogni momento della giornata, possono controllare l’esito della prova di matematica o eventuali assenze ingiustificate.

L’internet delle cose e tutte le sue derivazioni stanno creando posti di lavoro per figure professionali che fino a dieci anni fa erano inimmaginabili. A fianco a esperti social media manager capaci di dominare sotto ogni punto di vista questa nuova materia, vi sono i profili altamente specializzati fondamentali per garantire il buon funzionamento dell’interconnessione e la sicurezza degli attori che ne fanno parte.

Il più grande potere dell’internet of Things è la capacità di collegare oggetti diversi, trascendendo ogni limite o compatibilità in fatto di materiali, dimensioni e finalità. Pensiamo alla casa smart dove il sistema d’allarme dialoga con porte e cancelli, dove il sistema di illuminazione è collegato allo smartphone e dove, almeno in quelle più all’avanguardia, a distanza si riesce a riempire l’acqua per la vasca. Meraviglioso ma chi controlla che l’ingranaggio non si inceppi? L’uomo: tecnici e ingegneri super qualificati che attraverso controlli e test dedicati garantiscono che gli oggetti e i prodotti immessi sul mercato siano a norma.

Internet of Things va di pari passo con la sicurezza e, tanto più sono ambiziosi e tecnologici i prodotti messi sul mercato tanto più è necessario essere vigili e attenti. Anche la Commissione Europea si è data parecchio da fare per accelerare lo sviluppo del IoT e, contemporaneamente aumentare gli standard di sicurezza. Nel 2016 ha pubblicato il documento “Advancing the Internet of Things in Europe“, parte del più vasto “Digitising European Industry (DEI)“. Il documento insiste particolarmente sulla necessità di fronteggiare la connessione tra apparecchiature e oggetti diversissimi tra loro creando un sistema universale di classificazione e di testing degli oggetti in questione.

Un sistema di classificazione e collaudo specifici cercando di rispondere a una serie di domande logiche e assolutamente naturali. Ad esempio se si connette la lavatrice alla rete wireless della casa che cosa succederà? Come sarà il collegamento? E soprattutto quale sarà il risultato? Se il tavolo diventa allungabile dal proprio smartphone (magari proprio quando si sta cucinando per una cena e si vuole ottimizzare i tempi) chi o cosa garantisce che il tutto avvenga in sicurezza?

La conoscenza dell’Internet of Things è una materia che interessa moltissimo anche le aziende produttrici. Nel momento in cui la pentola slow-cooker sarà in rete è necessario che anche la casa madre sia aggiornata sulle normative, sulle potenzialità e sui rischi.

connected cars

Veicoli interconnessi

E qui ci ricolleghiamo al rapporto tra oggetti, internet e persone. L’Internet of Things non solo crea nuove figure professionali ma crea anche nuove relazioni tra i principali operatori del settore in una grande macro-connessione sia offline che online. Più la rete dialoga più le cose funzionano, più è alta la guardia e con essa gli standard di sicurezza più si riducono i rischi di incidenti, anche gravi.

Lo IoT dietro lo scintillante colore della tecnologia, dietro il fascino di luci comandate a distanza, di sensori e di case che si autogestiscono, racconta l’evoluzione del bisogno primordiale dell’uomo di relazionarsi con l’altro. Lo dicevano già i greci con il concetto di agorà, lo diceva Aristotele che coniò la definizione di animale sociale, ma anche la televisione che, nell’epoca della sua prima grande diffusione, ebbe il compito di unificare da un punto di vista linguistico un’Italia scissa tra mille dialetti. L’essere parte di una rete, di un sistema sociale è un bisogno primario per l’uomo. L’internet of Things è la sua naturale evoluzione, un grande sistema che non solo collega gli oggetti e le apparecchiature ma collega tra di loro tutte le persone che lo utilizzano e gli operatori del settore.

Sicom è un chiaro esempio di questa connessione offline e online. Con i suoi laboratori specializzati, si fa anello di congiunzione tra le case produttrici e gli imprenditori e il mercato di riferimento. Grazie a una serie di test specifici, tarati sulle normative europee e sull’evolversi del settore, Sicom coopera con le aziende madri per immettere nel commercio prodotti sicuri. La sua filosofia, un po’ come la logica della rete e della iperconnessione, è quella del dialogo tra tecnici altamente specializzati alla ricerca della soluzione perfetta.

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