Aggiornamento della norma EN 50360:2001/A1:2012 sull’esposizione umana ai campi elettromagnetici

Testa artificiale per misure

Da febbraio del 2015 è diventato obbligatorio applicare in via definitiva l’Amendment A1 allo standard europeo EN 50360:2001/A1:2012 “Norma di prodotto per dimostrare la conformità dei telefoni portatili ai limiti di base relativi all’esposizione umana ai campi elettromagnetici (300 MHz – 3 GHz)”.
La modifica, introdotta con la pubblicazione dell’Amendment A1 nel luglio del 2012, consiste nella sola eliminazione di una frase nel testo dello standard, ma si tratta di un cambiamento con importanti conseguenze.

lavoratoreNell’ambito delle verifiche di conformità ai valori massimi consentiti di esposizione umana, in questa paragrafo si contemplava la possibilità di applicare i limiti indicati nelle documento “ICNIRP Guidelines” del 1998 come alternativa ai limiti base applicabili in conformità allo standard EN 50360.
Per quanto riguarda l’uso di telefoni mobili e di altre apparecchiature radio che vengono utilizzati nelle vicinanze dell’orecchio tale documento consentiva di applicare per i lavoratori valori limite di esposizione umana ai campi elettromagnetici 5 volte superiori ai limiti ammessi per la popolazione comune.
Con l’eliminazione definitiva di questa deroga si elimina innanzitutto la possibile distinzione tra esposizione professionale e non professionale ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, quantomeno per i prodotti ricadenti sotto questa norma: infatti i valori limite relativi all’esposizione umana ai campi elettromagnetici vengono unificati, applicando ai lavoratori gli stessi limiti di base consentiti per la popolazione.

Al contempo, l’applicazione definitiva dello standard EN 50360:2001/A1:2012 interviene su un altro importante aspetto derivato dalla presenza del richiamo al documento ICNIRP, spesso oggetto di un’interpretazione sbagliata mobile phonein materia di applicazione dei metodi di misura.
E’ successo infatti che laboratori di test e centri di certificazione hanno visto in questa deroga la possibilità di eseguire le verifiche di esposizione umana con metodi alternativi (o se vogliamo “con delle scorciatoie”) rispetto alla misurazione del SAR (Specific Absorption Rate) prevista dallo standard o addirittura, con un interpretazione ancora più distorta, di non eseguire affatto queste verifiche. In questo contesto, l’attuale aggiornamento della norma EN 50360 ha anche il merito di risolvere in via definitiva la questione, sgombrando il campo da possibili ambiguità interpretative.

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *